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Zero Murgia, più Veltroni

La scrittrice sarda ha trovato il libro dell'ex segretario del Pd "il più brutto letto negli ultimi sei anni". Ma se lo dice lei, una sorta di approssimazione per difetto del grado zero della scrittura, Veltroni vale Proust

15 Novembre 2019 alle 06:00

Zero Murgia, più Veltroni

(Foto LaPresse)

Non ho letto il nuovo romanzo, un giallo, di Walter Veltroni, Assassinio a Villa Borghese, e ci sono concrete possibilità che non lo faccia – il tempo è poco e ho ancora indietro metà dei polizieschi milanesi di Scerbanenco. Se pensate che sfoderi la consunta battuta, “non l’ho letto e non mi piace”, variamente attribuita ma forse di Vanni Scheiwiller, non lo farò. Preferirei invece leggerlo e magari dire, come Nanni Moretti di Spinaceto: pensavo peggio. Ma soprattutto ora che Michela Murgia, questa scrittrice per mancanza di un codice estetico che lo vieti, questa caricaturale maestra di pensiero di ogni sciatteria politicamente corretta (Saviano sembra Aristotele al confronto), ha detto alla radio che è “il libro più brutto che ho letto negli ultimi sei anni” potete scommettere che Veltroni merita quantomeno il Pulitzer. Non si sa che cosa abbia letto, in questi sei anni, Murgia, ma se invece non avete mai letto i libri di questa approssimazione per difetto del grado zero della scrittura, non perdete nulla. Basta sbirciare cosa e come scrive su blog e giornali, per farsi l’idea. Tra le sue ideone, a parte che tutto il mondo è patriarcale e stupratore, troverete cose come l’abolizione degli eroi in quanto eroi e in quanto maschi (trova sessista persino Harry Potter) o che voleva l’indipendenza della Sardegna. Poi ha inventato il “fascistometro”, e le è andata bene che non ci fosse lì vicino un etilometro. A volte è andata anche a fare dei monologhi in tivù, e al confronto Celentano sembra ancora vivo. Fidatevi, se lo dice Michela Murgia, Veltroni è Proust.

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Commenti all'articolo

  • AlessandroT

    15 Novembre 2019 - 09:31

    Premesso che proprio non mi interessano i gialli di Weltroni, ma son prontissimo a credere che siano dei capolavori, e premesso anche che non ho mai letto i blogs o gli articoli della Murgia di cui lei scrive, devo però dire che a me il suo Accabadora è piaciuto. Da questo punto di vista il suo giudizio mi sembra molto ingeneroso.

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  • luiga

    15 Novembre 2019 - 08:41

    c'è da aggiungere c'è il misteerioso motivo per cui viene invitata di qua e di là a sentenziare mentre le sue pensate sono come minimo di una banalità assodante se non peggio. Misteri insolubili?

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