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C’è un vigile a Torino, ma Chiara in monopattino l’ha steso

Un conto è formare i monopattini, un conto è fermare il demente helzapoppin’ dei Cinque stelle

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

6 Novembre 2019 alle 06:00

C’è un vigile a Torino, ma Chiara in monopattino l’ha steso

Foto LaPresse

Spiace tanto per i torinesi, così laboriosi e così ecosostenibili, ma se votano come votano un po’ se lo meritano. Anzi molto. Spiace tanto per i torinesi, ma il fatto che il fantasma di Genio Italico Toninelli riesca a fare dei danni ai dannati di Chiara Appendino, anche se non è più in carica e lo hanno blindato sotto il tunnel del Brennero, fa proprio ridere di gusto. Tanto. È infatti colpa sua il via libera sperimentale – ma senza aver definito di che cosa, dove, e con che regole – per la mobilità urbana sostenibile. Insomma i monopattini elettrici, che in Francia falciano pedoni come tagliaerba. Niente regole di circolazione, identificazione, parcheggio: il Comune di Milano (che è grillini free) aveva dunque bloccato tutto. Poi ha fatto il suo regolamento e ora si riparte.

 

A Torino invece i grillini comandano. Così fanno un regolamento pasticciato, ma pubblicamente ringraziando l’Innovatore Sostenibile Toninelli, e poi tocca ai vigili applicarlo. Detto fatto, sono fioccate multe da mille euri per mancanza di targa, libretto, assicurazione. Scandalo politico, gente incazzata, e per salvar se stessa (as usual) e la sua assessora ai Trasporti, Maria Lapietra, che hanno fatto il disastro, la sindaca ha ottenuto la testa del comandante della Polizia municipale, Emiliano Bezzon, che aveva applicato la legge. Il quale invece è un eroe, che a mani nude tentava di salvare i torinesi dai malefici velociferi che zigzagano tra i pedoni. Ma un conto è formare i monopattini, un conto è fermare il demente helzapoppin’ dei Cinque stelle, una volta che s’è messo in moto.

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