Dall'uno vale uno all'uno vale come se fosse d'oro di Renzi

Maurizio Crippa

Stando al pallottoliere indicato alla Leopolda Italia Viva avrebbe un deputato ogni duecento elettori. Sul collegio nazionale!

Nel frattempo che provo a capirci qualcosa di questa faccenda della scomposizione, o della ricomposizione, e della instabilità del governo che però rende stabile i nuovo nemici amici, ma non si sa in quale accoppiamento giudizioso, ho provato a prendere il pallottoliere. Perché i sondaggi va bene, ma le tabelline sono meglio. Vengo al punto. Dopo la Leopolda, ed entro la fine dell’anno, Matteo Renzi ha già messo a contabilità per Italia viva il seguente business plan: “Cinquanta parlamentari entro la fine dell’anno. Trenta consiglieri regionali entro la fine dell’anno. Cento sindaci da qui alla fine dell’anno. E diecimila iscritti entro la fine dell’anno, solo che in questo caso abbiamo raggiunto l’obiettivo in due giorni, meglio così”. Non è che stava a bersi un mojito in un suo personale Papeete all’Arno, lo ha scritto nella eNews (vi mancava, eh, la eNews?). La motivazione di tanta entusiastica aritmetica l’aveva data alla Leopolda: “Questa legislatura andrà al 2023 perché faremo ciò che ha fatto Macron assorbendo voti a sinistra e a destra”, un bel programma anche questo, e auguri sinceri. Però, tornando al pallottoliere, risulta che 50 deputati per diecimila iscritti (cioè al momento gli unici elettori contabilizzati), e al netto dei cento sindaci, fa che ogni deputato rappresenta duecento elettori. Sul collegio nazionale. Cioè significa che al momento, in questa magnifica operazione di traslochi interni al palazzo, che forse Bellanova direbbe essere una questione di puro merito, siamo passati dall’uno vale uno di Grillo all’uno vale come se ce l’avesse d’oro (il voto) di Renzi.

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"