No, l'allarme Biella no!

Maurizio Crippa

Il coro di indignazione per la cittadinanza preclusa a Segre e invece data a Greggio dimostra che peggio di un sindaco della Lega c’è solo il presidio permanente antifascista attivo

Fatte salve la morbidezza indicibile di certe lane, la bellezza della corona dei monti e l’industriosa bonomia delle genti che vi abitano, Biella non è che sia proprio Manhattan, o Shanghai se siete affascinati dal secolo cinese, o un qualsiasi altro place to be se vi volete divertire. Questo per dire, anche a quelli del Pd piemontese ardentemente indignati, che la senatrice a vita Liliana Segre, milanese di garbo che ama andare alla Scala, avrà fatto men che spallucce alla notizia che Biella non le ha concesso la cittadinanza onoraria. E il fatto che il sindaco leghista della città, Claudio Corradino, abbia addotto a motivazione il fatto che Liliana Segre “non ha mai fatto niente per Biella” testimonia pienamente della cretineria dell’uomo e dell’idiozia, in generale, di ogni tipo di identitarismo toponomastico o etnico. Pochi giorni dopo, la libera città di Biella guidata da cotanto ingegno, ma se lo sono voluti loro, ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Ezio Greggio, nativo del vicino e ameno borgo di Cossato, cui s’è mantenuto affezionatissimo pur tra le glorie televisive. Ezio Greggio è simpatico e se lo merita, che cosa abbia fatto, di particolare, per Biella non sapremmo dire, ma per il sindaco è sufficiente che sia dei paesi suoi, come i buoi. E la storia finirebbe qui, pari e patta, non fosse che s’è alzato un coro di altisonante indignazione per la cittadinanza preclusa a Segre e invece data a Greggio (manco fosse il figlio di un kapò) che dimostra precisamente questo: peggio di un sindaco della Lega c’è solo il presidio permanente antifascista attivo, formato titoli di giornale.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"