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No, l’allarme Biella no!

Il coro di indignazione per la cittadinanza preclusa a Segre e invece data a Greggio dimostra che peggio di un sindaco della Lega c’è solo il presidio permanente antifascista attivo

20 Novembre 2019 alle 06:00

No, l’allarme Biella no!

(Foto LaPresse)

Fatte salve la morbidezza indicibile di certe lane, la bellezza della corona dei monti e l’industriosa bonomia delle genti che vi abitano, Biella non è che sia proprio Manhattan, o Shanghai se siete affascinati dal secolo cinese, o un qualsiasi altro place to be se vi volete divertire. Questo per dire, anche a quelli del Pd piemontese ardentemente indignati, che la senatrice a vita Liliana Segre, milanese di garbo che ama andare alla Scala, avrà fatto men che spallucce alla notizia che Biella non le ha concesso la cittadinanza onoraria. E il fatto che il sindaco leghista della città, Claudio Corradino, abbia addotto a motivazione il fatto che Liliana Segre “non ha mai fatto niente per Biella” testimonia pienamente della cretineria dell’uomo e dell’idiozia, in generale, di ogni tipo di identitarismo toponomastico o etnico. Pochi giorni dopo, la libera città di Biella guidata da cotanto ingegno, ma se lo sono voluti loro, ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Ezio Greggio, nativo del vicino e ameno borgo di Cossato, cui s’è mantenuto affezionatissimo pur tra le glorie televisive. Ezio Greggio è simpatico e se lo merita, che cosa abbia fatto, di particolare, per Biella non sapremmo dire, ma per il sindaco è sufficiente che sia dei paesi suoi, come i buoi. E la storia finirebbe qui, pari e patta, non fosse che s’è alzato un coro di altisonante indignazione per la cittadinanza preclusa a Segre e invece data a Greggio (manco fosse il figlio di un kapò) che dimostra precisamente questo: peggio di un sindaco della Lega c’è solo il presidio permanente antifascista attivo, formato titoli di giornale.

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