La Lega moderata è come una capra che sputa fuoco

Guido Vitiello

Secondo Galli della Loggia per rassicurare i borghesi di città dovrebbe accantonare il fuoco del fascismo, radicarsi nell'establishment e ingraziarsi il Vaticano: una chimera

Ho capito che sono tornati gli anni Venti quando ho sentito Giorgetti dire che la Lega, forte nelle campagne, deve ora rassicurare i borghesi di città. Ne ho avuto conferma leggendo, ieri, l’editoriale di Galli della Loggia. La mia nozione di vaste programme era già vasta, ma ho dovuto comperare alcuni ettari di spazio mentale per allargarla. In breve, dice il professore, per rassicurare i borghesi la destra deve superare tre ostacoli. Primo, smetterla di giocare col fuoco del fascismo. Certo, è un eterno spauracchio, ma meglio andare cauti: niente spacconate, niente citofonate, niente occhiolini a CasaPound. E che non sia solo cosmesi: al limite, si arrivi a una resa dei conti coi fascisti interni (ma come, esistono? Non erano uno spauracchio? E alla Meloni, se li caccia dal partito, chi resta?). Secondo, radicarsi nell’establishment per reclutare classe dirigente e candidature prestigiose. In effetti, sono appena ventisei anni che hanno messo piede nel palazzo: non c’era tempo. Chiedano intanto al professor Antinori di clonare Giorgetti in qualche dozzina di esemplari. Terzo, mandare segnali di pace al Vaticano, smetterla di brandire il Papa emerito contro il Papa in carica, non dare retta a Bannon quando invita a randellare Francesco. Tre ritocchi, e son pronti per il governo. Ora, mettiamo che uno dei campagnoli di Giorgetti vi regali una capra. Bella, dite voi, ma sarebbe più bella con una testa di leone. Già che ci siamo, mettiamole una coda di drago. E se sputasse anche fiamme? Per questa fichissima capra modificata i greci avevano trovato un nome: chimera.

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