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C'è ancora chi si diverte a banchettare con i resti di Craxi

Non ho visto "Hammamet" per gustarmi a pieno le recensioni: quelle di chi ha ammirato l'ostensione del tratto umano, e quelle di chi lo ha deplorato allegando l'elenco delle sentenze

10 Gennaio 2020 alle 06:00

C'è ancora chi si diverte a banchettare con i resti di Craxi

“Non leggo mai i libri che devo recensire, per non farmi influenzare”, diceva il reverendo Sydney Smith, ed è per una ragione simile che ho scelto di non vedere ancora “Hammamet”: non vorrei che il film mi impedisse di gustarmi le recensioni. Finora ne ho lette di due tipi: quelle che dicono, con ammirazione, che il film di Amelio illumina soprattutto il tratto umano del Craxi declinante e non più potente, mettendo tra parentesi la politica e agendo sulla compassione; e quelle che dicono la stessa cosa, ma con deplorazione o con stizza, rimproverando al film di cancellare il Craxi trionfante e allegando, per conoscenza, l’elenco delle sentenze. L’esercizio di metacritica è utile, perché consente di vedere all’opera, in uno dei rari momenti di inceppamento, l’unico impianto industriale che la magistratura italiana non solo non ha mai bloccato, ma ha spesso contribuito suo malgrado a mettere in moto. Parlo della fabbrica dei totem. Il manuale di funzionamento lo ha scritto Freud nel 1913, in “Totem e tabù”. Fase uno: l’orda primordiale uccide e divora il patriarca. Fase due: dopo un periodo più o meno lungo di digestione, in preda al rimorso, ne fa un totem e lo venera. Lo abbiamo fatto con Tortora, Falcone, Moro e tanti altri. L’impianto di totemizzazione, oliato da abbondanti lacrime di coccodrillo, a volte funziona senza intoppi. Nel caso di Craxi no, perché quelli che gestirono la fase uno non possono permettere che s’instauri il tabù del parricidio: ancora banchettano con i resti del cinghiale, e hanno fatto dell’Italia una mensa di cannibali.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    10 Gennaio 2020 - 18:59

    E’ inutile girarci intorno. Craxi fu abbattuto dai comunisti e da parte dei democristiani. Craxi fu la verità della storia del momento, la verità sull’accaduto di un 89 che cambiò gli scenari mondiali, dove in un’Italia imbarbarita e imbalsamata niente doveva cambiare se non nel termometro del compromesso storico. Scalfari dove sei. Un’aberrazione in termini e le alchimie comuniste? una farsa in un mondo che cambiava. L’araba fenice di Berlinguer? Una pena vista a posteriori l’89 ma anche prima. Craxi fu il vero anticomunista, il vero riformatore e per questo non doveva sopravvivere al cambiamento avvenuto. Togliendo lui in quel momento storico fu impossibile uniformarsi ad una un mondo che correva, ad un sistema industriale e sindacale che doveva rigenerarsi su altre basi. I risultati? Sono l’Italia attuale. Comici, saltimbanchi e improvvisatori. Noi i migliori non li riconosciamo e, semmai questo avvenisse li distruggiamo per rimanere nel nulla politico e non solo.

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