Per il togavirus non esistono vaccini

Andrea Marcenaro

Altro che immunità di gregge. Esistono ancora, passati trent’anni, milioni di pecore che starnazzano

Pare che ancora girino degli strani tipi, che ancora girino in questi tempi grami, intendo, i quali: Burioni? Sarà pure bravo, ma manco dipinto, dal momento che piace pure a Matteo Renzi. I quali: Bertolaso? Bravo, però manco morto, poiché a suo tempo il centrodestra lo macchiò. Lasciando perdere quei dieci milioni regalati alla sa(ta)nità. E mica sono pochi, mentre l’intero mondo s’interroga angosciato sul futuro, quelli che allegramente si rivoltolano nelle pozzanghere del passato. Sarebbe un buon motivo, non appena verrà trovato, come tutti speriamo, il vaccino capace di liberarci dall’esserino primordiale che sta paralizzando il pianeta, per ricordarci come, molto prima del coronavirus, si cadde qui vittime di un chiamiamolo togavirus. Originario anche quello del milanese, via Montenero di Bisacccia, altro che immunità di gregge. Esistono ancora, passati trent’anni, milioni di pecore che starnazzano.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.