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La tv e l’epopea populista

Come le reti televisive si sono impegnate fino allo spasimo per portare al governo Lega e Cinque stelle

3 Giugno 2018 alle 00:54

La tv e l’epopea populista

Massimo Giletti (foto LaPresse)

La televisione è stata il grande nutrimento della narrazione populista e quando la narrazione è andata a sbattere, la tv è corsa in aiuto dei suoi eroi. Li abbiamo allevati noi, non potete toglierceli così. Dopo il gran rifiuto di Mattarella, Di Maio e Salvini vanno a protestare a “Pomeriggio Cinque”, “Matrix”, “Non è l’Arena”, “Che tempo che fa”. La tv a reti unificate sciorina la loro indignazione per il Quirinale, le banche, i mercati, la democrazia sotto scacco delle...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    21 Giugno 2018 - 00:12

    Ma quante chiacchiere, per spiegare comportamenti semplicemente normali. Assodato che la comunicazione si è ridotta a show televisivi, peraltro comicamente ripresi e rimestati poi dalla cartastampata (come siete caduti in basso!) e per il resto ai telefonini dei cittadini-nikname, ovvio che l'audience televisiva DOVEVA inseguire gli elettori che col voto verde al centronord e giallo al centrosud avevano trombato la vechia politicanza partitocratica per approvare un'antipolitica di problemi reali e concreti della gente, da risolvere, vivi o morti. Tutto qui. E alla via così. Scendete dalle nuvole e uscite dal tunnel delle droghe ideologiche: la realtà è più affascinante delle fantasie. Provare per credere.

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  • ancian99

    04 Giugno 2018 - 01:01

    Purtroppo accade che la buona stampa indipendente, intelligente, informativa e formativa stia scomparendo per cedere il posto a talk shows sempre più inutilmente polemici, caratterizzati da battute, spesso urlate e prive di senso. Nessuno ascolta, tutti vogliono dire la propria con assoluto spregio dell'interlocutore e dell'ascoltatore. Vi è , a questo punto, il desiderio crescente di leggere ancora articoli o saggi di bravi scrittori e giornalisti che hanno, con impegno, cercato di analizzare gli eventi e hanno partecipato con correttezza e coraggio a scrivere la storia. lk-show

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  • ancian99

    03 Giugno 2018 - 23:11

    Ormai anche quello che veniva definito un servizio pubblico è al servizio del potere. Il giornalismo indipendente, caustico, realmente informativo e capace di creare cultura viene messo a dura prova da una schiera sempre più nutrita di giornalisti che, per difendere il posto, si allineano sempre di più su tesi contorte, difficilmente comprensibili perché poco chiare. Vorrei, fra l'altro, richiamare l'attenzione su una lettera-editoriale di sabato, 3 giugno, in cui il giornalista uscente, direttore di un noto giornale che abitualmente non leggo, esprimeva il suo dissenso riguardo a quanto è accaduto in questa Italia, caratterizzata da un nuovo analfabetismo del linguaggio e del pensiero.

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  • zanotti.sergio

    03 Giugno 2018 - 16:04

    molto breve ma voglio ricordare la sciagurata (per usare una parola decente) decisione di Berlusconi di fare campagna contro il referendum di Renzi invece che a favore. la situazione oggi sarebbe diversa e il suo partito godrebbe migliore salute. Dimenticare mai. Voglio anche informare che scrivo dal Venezuela dove abito da decenni. Grazie

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