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Alla prenotazione preferisco l'occasione

C'è chi prenota tutto in anticipo. Io se devo andare a Milano vado in stazione e prendo il primo treno. E non so ancora dove mangerò stasera: di sicuro non in un ristorante con la fila o il doppio turno

19 Giugno 2020 alle 06:00

Alla prenotazione preferisco l'occasione

(foto LaPresse)

Due diversi modi di vivere: la vita su prenotazione e la vita su occasione. Sento di gente che prenota il barbiere, il treno, l’albergo, gente che prenota il ristorante da una settimana all’altra (prima del virus anche da un mese all’altro), e le vacanze da un anno all’altro. Gente che a settembre si organizza per il Capodanno, gente che fa l’abbonamento a teatro, gente ligia al calendario della raccolta differenziata. Io passo in bicicletta davanti al mio barbiere, se non c’è nessuno entro, se c’è qualcuno ripasso un altro giorno. Se devo andare a Milano vado in stazione e prendo il primo treno che passa. Se devo dormire in albergo apro Trivago quando mi viene sonno. Non so ancora dove mangerò stasera: di sicuro non in un ristorante con la fila né in uno di quelli col doppio turno, tipo mensa di fabbrica. Mai fatto un giorno di vacanza in vita mia, e comunque programmare viaggi in là nel tempo è un atto di presunzione al limite dell’empietà: siamo nelle mani di Dio, non della nostra agenda. Orazio mi ha insegnato a cogliere l’attimo. Il Belli che “la morte sta anniscosta in ne l’orloggi”. Luca Carboni la dolcezza del vivere “a mezze giornate”. Non è facile ma la vita è un’occasione troppo bella, è un peccato farla cadere dentro un ingranaggio. Che possa usare sempre di più l’automobile (nel trasporto collettivo si diventa bestiame), frequentare sempre di meno le Ztl, trovare sempre un tavolo all’ultimo momento.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    06 Luglio 2020 - 22:03

    Difendo la scelta di Camillo da individuo (io) che può permettersi assai poco. Ma nel poco che mi posso permettere, mi comporto da sempre come fa Camillo. E' un caso? No. E' esercitare la libertà che mi posso permettere, parametrandola con un'alternativa magari un po' più economica e che mi farebbe fare tante "creste" ma che mi schiavizzerebbe più di quanto inconsapevolmente non lo sia già. Grande Camillo.

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  • Carlo A. Rossi

    21 Giugno 2020 - 12:41

    Sottoscrivo in pieno. Ma come scrive l'altro commentatore, è un lusso che pochi sembrano potersi permettere.

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  • GiovaG

    19 Giugno 2020 - 09:33

    Anch’io odio la prenotazione e vivo alla giornata. Però devo ammettere a bassa voce: vivo alla giornata perché me lo posso permettere. Non è educato vantarsi di un lusso e bisogna riconoscere che per un operaio con famiglia a carico è dura non prenotare in anticipo le vacanze, di cui ha bisogno perché lavora, “fatica” (verbo), e se non prenota rischia di trovarsi in un imbuto. Non è vero che l’automobile rende liberi, anzi: bisogna pensare dove lasciarla, costringe a stare ore seduto al volante, come un fesso, a non fare niente, rischi di finire in mano ai carri attrezzi, che ti portano dove vogliono loro. Per chi viaggia da solo la vera libertà è il treno: non devi guidarlo, nelle attese puoi leggere o guardare e ascoltare gli altri, che sono interessanti, se non ti fanno schifo, come, sembra, a Langone.

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