(foto LaPresse)

Conte blinda l'Italia fino al 3 maggio e attacca Salvini e Meloni

Luca Roberto

Il premier ha firmato un nuovo dpcm prorogando le misure restrittive. Previsto un primo allentamento per alcune attività tra cui librerie e cartolibrerie. E si rivolge ai sovranisti:  "Sul Mes solo menzogne"

“Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, una decisione difficile di cui mi assumo tutta la responsabilità politica. Le misure fin qui adottate stanno dando dei frutti, ma proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi compiuti. Sarebbe una grande frustrazione per tutti, perché dovremmo ripartire da capo”. Lo dice subito il premier Giuseppe Conte, in apertura di una conferenza stampa inizialmente prevista per il primo pomeriggio e posticipata in serata. L’Italia resta chiusa per altre tre settimane, e la proroga introdotta dal nuovo dpcm firmato oggi varrà anche per le attività produttive. Anche se, sottolinea Conte, dal 14 aprile ci sarà un primissimo allentamento che porterà alla riapertura di alcune attività come librerie, cartolibrerie, negozi di articoli per neonati e bambini e le aziende legate alla silvicoltura.

 

Dal 3 maggio in poi, quindi, dovrebbe partire la cosiddetta “fase due”, per cui il premier ha annunciato l’istituzione di un “gruppo di esperti” presieduto da Vittorio Colao, ex ad di Vodafone, e al cui interno figurerà l'ex ministro del lavoro Enrico Giovannini e la consigliera economica di Palazzo Chigi Mariana Mazzucato, incaricato di interloquire con il comitato tecnico scientifico al fine di predisporre un piano di riaperture graduali, implementando il protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, altro pilastro della strategia del governo. “Per questo chiediamo alle aziende che rimarranno chiuse di prepararsi a predisporre le prescrizioni del protocollo, ad esempio provvedendo alle sanificazioni, in vista di una riapertura che consenta di lavorare in condizioni di sicurezza”, aggiunge Conte. “Il nostro obiettivo rimarrà sempre ridurre l’indice di contagio, mantenendo l’R0 sotto a 1, per questo dovremo ripensare alcune caratteristiche della nostra vita sociale ed economica”.

 

Sul fronte europeo, il raggiungimento di un accordo da parte dell’Eurogruppo di ieri sui mille miliardi di fondi e sull’esclusione delle condizionalità nell’utilizzo del Mes per spese sanitarie “rappresenta un primo passo, che per l’Italia rimane insufficiente. Il Mes è uno strumento inadatto per questa emergenza. Per questo continueremo a batterci per un fondo di condivisione finanziaria, come gli eurobond. Lavoreremo fino alla fine in questa battaglia di principio”. Ed è proprio sulle critiche sul Mes arrivate dall’opposizione che il presidente del Consiglio ha smesso l’eloquio unitario e si è scagliato contro chi “come Matteo Salvini e Giorgia Meloni sostiene in queste ore che il Mes sia stato istituito questa notte. E’ uno strumento che esiste dal 2012 e che l’Italia non intende utilizzare, non abbiamo firmato nulla. E’ bene che ci sia un confronto, ma le menzogne non fanno male a Giuseppe Conte, fanno male all’Italia. Questo governo non lavora con il favore delle tenebre. Così rischiamo di compromettere la nostra forza negoziale”. Non si è fatta attendere la risposta degli interessati: "Usare la tivù di stato per dire falsità e fare un comizio contro le opposizioni è roba da regime", ha scritto in un tweet Matteo Salvini. "Accusa l'opposizione di dire menzogne senza replica e senza possibilità di contraddittorio", ha commentato Giorgia Meloni. Quasi a rendere evidente che il clima di solidarietà nazionale, se mai c'è stato, oggi è definitivamente decaduto.

 

Il premier ha poi liquidato la proposta di introdurre una tassa sui redditi oltre gli 80 mila euro per finanziare la fase emergenziale, avanzata quest'oggi dal Pd, dicendosi “contrario”.

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