Il contributo di solidarietà proposto dal Pd e la conferenza stampa di Conte

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Il Dpcm, messo giù in una lunga e movimentata riunione coi capidelegazione della maggioranza assieme al presidente del consiglio, Conte e al ministro dell'economia, Gualtieri, dovrebbe essere presentato nella conferenza stampa che trovate al sito ufficiale di Palazzo Chigi. Il piatto potrebbe essere più ricco perché si è saputo che il confronto ha riguardato sia il tema dei tempi e modi per le riaperture, sia le scelte relative al finanziamento degli interventi straordinari, quindi la questione del Mes tra le altre.

  

Forse ora quello che serve è mantenere la capacità di spesa, e anche di consumo e di risparmio. In più una tassa così, proprio per la sua origine emergenziale, e quindi andando a toccare nervi scoperti, verrebbe percepita da chi la andrà a pagare come molto più pesante della sua aliquota reale. E diventerà subito oggetto di una narrazione da trasformare in epopea, come successe col prelievo sui conti correnti del governo Amato, di cui ancora si parla. Insomma, mentre i redditi sono sotto pressione, e lo sono anche quelli alti, andarli anche a colpire fiscalmente in modo straordinario (mentre con altre voci si dice di voler allentare l'ordinario) sarebbe un atto, e un messaggio, dall'impatto molto maggiore rispetto al gettito atteso. Serve crescita, e quindi serve che al più presto ci siano consumi e investimenti: indurre paura fiscale otterrebbe l'effetto contrario. Serve tanta crescita per tenere botta all'aumento fortissimo del debito pubblico nei prossimi tempi, mentre rincorrere la spesa (che necessariamente crescerà) con le entrate fiscali sembra un progetto vano.

 

 

La plastica è sana, pulita, poco costosa, efficiente. Visto che vogliamo cambiare tante cose, potremmo cambiare anche il cambiamento che era in corso e che ci stava rapidamente portando ad abbandonare quell'ottimo e versatile materiale per sostituirlo in vari modi, tutti meno efficienti. Allora, però, si cambi davvero, e l'auspicato ritorno all'uso della plastica sia associato a una grande campagna di sensibilizzazione e di investimenti per riciclare il massimo possibile e usare nei modi corretti il non riciclabile. In questi giorni stiamo vedendo come i cittadini italiani, e anche quelli degli altri paesi europei, sanno rispondere a indicazioni razionali e fondate, anche se esse richiedono sacrifici. Per la plastica si potrebbe arrivare a un livello di consapevolezza ad esempio simile a quello che si sta diffondendo sull'attenzione al distanziamento sociale e all'uso delle mascherine, quindi usarla con intelligenza e rendere tabù, odioso, riprovevole, anche perseguibile (con multe cattivelle), il gesto di chi la getta senza avviarla a un corretto riciclaggio o smaltimento. E' l'occasione buona. Ah, la plastica è solo un esempio tra tanti, ma forse è il più chiaro.

 

 

Da queste parti c'è un continuo martellamento per chiedere che la Banca centrale finanzi direttamente il debito pubblico. Nel migliore dei casi si tenta di dare ordini perché almeno compri, sul mercato secondario, le quantità decise dai governi. Dal Giappone la vicenda di un governo che a tutte questa scorciatoie magiche non pensa nemmeno e le esclude senza tentennamenti. Eppure è paese sovrano, come lo è la sua banca centrale. Ma qualcosa, prima o poi (come è successo per le scelte di politica sanitaria), la farà anche il Giappone.

 

Attenzione, non che non si debba fare un bel po' di monetizzazione, anzi, si sta già facendo. Ma forse non ha senso in un solo paese. Mentre in Europa, o meglio in Eurozona, gira gira, finirà che il QE verrà ulteriormente rafforzato. E dopo si passerà per un po' di inflazione, benedetta. Dice cose simili anche un liberista di ferro come Mario Seminerio e lo dice anche uno meno liberista come Rony Hamaui.

  

Ecco, questo uno non se lo sarebbe aspettato (davvero interessante per capire le reazioni alla paura e la loro durata).

 

  

Però per favore facciamo almeno un disastro per volta, non tutti insieme.