Spunta il Gru dietro all'omicidio del separatista ceceno a Berlino

Micol Flammini

Uno dei diplomatici russi espulsi dalla Germania era un agente dell’intelligence militare di Mosca. L’inchiesta della Bild

Roma. Dopo la morte di Zelimkhan Khangoshvili, separatista ceceno di nazionalità georgiana ucciso a Berlino il 23 agosto scorso, la Germania aveva tentato di far meno rumore possibile. L’idea che dietro all’omicidio si potesse nascondere la Russia era un dubbio che ha accompagnato le indagini dall’inizio, ma era forte la volontà di limitare l’effetto Salisbury. Le indagini si sono fatte via via più complesse, Mosca si è rifiutata di collaborare, portando la procura di Berlino alla decisione di espellere due diplomatici russi. Il Cremlino ha risposto la scorsa settimana e come ritorsione ha espulso due funzionari dell’ambasciata tedesca in Russia. Ieri all’indagine si è aggiunta un’inchiesta che la Bild tedesca ha condotto assieme al sito Bellingcat.

 

Nell’articolo si legge il ritratto di uno dei due diplomatici espulsi: Evgeny Sutskiy , trentaquattro anni, di Gukowo, tra la Russia e l’Ucraina, due figli e agente del Gru. Sutskiy, secondo la stampa, non era un semplice funzionario di ambasciata, era parte dell’intelligence militare russa, la stessa che avrebbe tentato di avvelenare l’ex spia Sergiei Skripal e sua figlia in Gran Bretagna, la stessa che secondo un’inchiesta pubblicata dal Monde la scorsa settimana avrebbe mandato i suoi agenti in giro per l’Europa usando come base la regione alpina dell’Alta Savoia in Francia. La Bild definisce Sutskiy una “spia di alto livello” entrata nei servizi segreti nel 2008. Il diplomatico sarebbe arrivato a Berlino nel 2017 da vice attaché della Difesa con una missione ben precisa da compiere: avvicinarsi il più possibile al partito della cancelliera Angela Merkel, e riuscire a interferire nelle decisioni da prendere sul Nord Stream 2, l’oleodotto per trasportare gas naturale dalla Russia alla Germania per 1.230 chilometri. È un grande affare per Mosca e anche per Berlino, ma ci sono remore di natura politica, soprattutto i dubbi di chi crede che l’infrastruttura aumenterebbe la dipendenza energetica dell’Ue dalla Russia, le paure dell’Ucraina e soprattutto le minacce degli Stati Uniti, pronti a sanzionare la costruzione del Nord Stream 2. I contatti di Sutskiy con la Cdu nascono durante un ricevimento all’ambasciata cinese a Berlino, dove il diplomatico viene presentato a Salahdin Koban, ex candidato della Cdu. La Bild ricostruisce i loro incontri, confermati dallo stesso Koban che ha raccontato al quotidiano che il russo parlava in un tedesco perfetto. L’obiettivo di Sutskiy era arrivare a Joachim Pfeiffer, portavoce della Cdu/Csu per la politica economica ed energetica e, scrive la Bild, “uno dei sostenitori del gasdotto Nord Stream 2”.

 

La Russia non ha commentato, ma l’espulsione di Sutskiy non sarebbe un caso. Per l’omicidio di Zelimkhan Khangoshvili nel parco Kleiner Tiergarten è stato arrestato Vadim Krasikov, indagato per omicidio anche in Russia nel 2014, ma il suo file è scomparso dall’archivio giudiziario russo. Gli investigatori tedeschi avevano già rivelato in un’intervista allo Spiegel che Krasikov potrebbe essere diventato un sicario protetto dalla stato, ma cercavano altro, i suoi mandanti.

 

Dai fatti di Salisbury, era il quattro marzo del 2018 quando due agenti del Gru tentarono di avvelenare con un agente nervino (il novichok) l’ex spia Skripal, si sta svelando l’estensione del sistema dell’intelligence russa in Europa: sembra diventare sempre più estesa e le operazioni sempre più complesse. Il Monde nella sua inchiesta aveva scoperto che l’unità che usava Chamonix come base era la 29155, addetta a uccisioni e sabotaggi, è stata coinvolta in diverse attività volte a “destabilizzare” l’Ue. Il presidente russo Vladimir Putin – che secondo quanto ha riferito il sito Open Media usa solo computer con il sistema operativo Windows XP, non si fida delle versioni successive di Microsoft – ha detto che la Russia non ha nulla a che vedere con l’omicidio del ceceno. Ma è ormai da un anno che tutti gli occhi sono fissi sul Gru, l’intelligence militare russa che sta creando diversi problemi tra Mosca e i suoi partner internazionali.