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Una nuova lotta di classe. Lo spettro che si aggira per il mondo

La carovana dei desperados in Messico vista come una invasione da Trump. I flussi trasversali in Africa, l'Australia come sogno asiatico. La globalizzazione ha plasmato il modo di vivere non solo delle élite, ma di intere masse

11 Novembre 2018 alle 06:00

Una nuova lotta di classe. Lo spettro che si aggira per il mondo

Un folto gruppo di migranti in marcia da Honduras e Guatemala verso il confine con gli Stati Uniti manifesta in una strada di Città del Messico (foto LaPresse)

La carovana dei desperados si è fermata a Ciudad de México, a mille cinquecento cinquantasei chilometri da El Paso, la città degli Stati Uniti oltre il confine. Le avanguardie più allenate possono percorrere 20-25 chilometri al giorno, dunque ci vorrà più di un mese, senza inciampi, per arrivare al Rio Bravo. “Un pericolo imminente, una invasione”, tuona Donald Trump e fa il pieno di voti in Arizona, Texas, Arkansas, Alabama, Florida, là dove il Messico è a un tiro di...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    11 Novembre 2018 - 10:10

    Finalmente, ci voleva il Foglio! Bravo e grazie, Cingolani, a presentarci, come la punta d'un iceberg, "il" problema del terzo millennio: la globalizzazione dell'umanità. E come Dante all'ingresso del purgatorio, saremo obbligati tutti ad alzare ed ampliare al massimo possibile, ognuno, le proprie vele per consentire alla navicella dell'ingegno di sfidare l'oceano dei problemi che ci si para davanti. Si dovranno rimettere in gioco, possibilmente al confronto anziché allo scontro, i fondamentali antropologici che caratterizzano le diverse concezioni di "civiltà" cristallizzatesi finora e che distinguono e identificano la "visione della vita", non solo terrena poiché la prevalenza evidenzia in realtà un potenziale del "valore vita" che trascende la mera esistenza terrena. Siamo impreparati? Piuttosto, non ne abbiamo nessuna voglia, di misurarci. Ma qui, non si scappa. Bene: buon giorno!

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