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La tv di Trump

Fox News registra record di ascolti ma non è più distinguibile dal trumpismo. E questo è un problema

31 Ottobre 2018 alle 06:00

La tv di Trump

Si è creata una sovrapposizione tra l’emittente conservatrice e le istanze del presidente Donald Trump

Milano. Fox News registra record di ascolti a ogni passo, il grande business mediatico che è il trumpismo favorisce la rete di casa Murdoch, che è al tempo stesso fonte di Donald Trump e suo megafono. Roger Ailes, che è stato l’architetto di Fox News (se ne è andato nel 2016 dopo molte denunce di molestie sessuali, ed è morto l’anno successivo), aveva detto prima della propria dipartita: “Trump tira molto, ma se non stiamo attenti, finirà per controllare totalmente Fox News”. Ailes, racconta Gabriel Sherman su Vanity Fair, aveva espresso la sua preoccupazione direttamente a Rupert Murdoch, ma nel frattempo si è rafforzato il legame tra il tycoon e il presidente degli Stati Uniti, e “l’identità del network è diventata ormai inseparabile da quella di Trump”, scrive Sherman.

 

C’è un elemento strutturale, che ha cambiato le cose: alla guida di Fox News ora c’è Lachlan Murdoch, che è il meno ideologico degli eredi, il meno battagliero nei confronti del padre, più attento ai conti e agli aspetti manageriali che ai contenuti. La mancanza di una guida politica e di un boss come Ailes, che giudicava e commentava ogni trasmissione, ogni giornalista, ogni dettaglio, ha contribuito a creare la sovrapposizione tra l’emittente conservatrice e le istanze del presidente. È talmente completa, questa sovrapposizione, che da ultimo a fare notizia è un giornalista, Shepard Smith, che si differenzia dai colleghi di Fox News perché non è un megafono della propaganda trumpiana: sulla carovana di migranti, quella bolla creata ad arte dal presidente e dai media anti immigrazione, Smith dice: “Non c’è alcuna invasione, nessuno vi sta venendo a prendere, non c’è nulla di cui preoccuparsi”. 

  

Smith è considerato il “debunker” di Fox News, perché già in passato aveva smontato teorie del complotto di varia natura, e infatti è stato spesso denunciato dai suoi colleghi: si dice che Sean Hannity si sia lamentato direttamente con Trump di questo Smith “che non ha idea di nulla”. Se quel che viene raccontato su Fox News fosse senza conseguenze, se fossimo, come è sempre stato, nel campo delimitato dei bias, dei pregiudizi di destra o di sinistra che da sempre caratterizzano il dibattito mediatico americano, i bisticci interni sarebbero al massimo materiale buono per i pettegolezzi. Ma l’allarmismo creato attorno alla carovana, solo per fare l’ultimo, gigantesco esempio, ha avuto conseguenze reali. La prima è che il Pentagono sta pensando di inviare circa cinquemila soldati al confine con il Messico: è un annuncio, le truppe sono ferme, ma essendo di fronte a una non-invasione, a una non-emergenza, è un annuncio sensazionale.

La seconda è che aver descritto questa carovana – che sta a mille chilometri dal confine e che è composta da richiedenti asilo, non da immigrati illegali – come una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, alimentata (finanziata anche) dagli odiatori dell’America e di Trump, che in questo caso sono i democratici e il solito George Soros (cioè gli ebrei), ha convinto il terrorista di Pittsburgh a passare dalle parole ai fatti, e fare una strage in sinagoga. A furia di sentirti dire che c’è un’invasione, che un gruppo di migranti prezzolati, infiltrati da elementi “mediorientali” (ha twittato Trump, intendendo: probabili terroristi), sta portando vaiolo e lebbra in America (un ospite su Fox News), ti viene voglia di difenderti.

 

Bill Kristol, direttore della rivista Weekly Standard ed ex contributor di Fox News, ha twittato: “Nessuna malattia che qualsiasi rifugiato può portare in America è tanto pericolosa come la malattia della paura, del fanatismo e dell’odio che oggi viene trasmessa in America da Fox”. Matt Drudge, conservatorissimo direttore di Drudge Report, ha attaccato Fox News su Twitter, dopo aver visto un finale di trasmissione su Pittsburgh ridanciano: risate “dopo che non sono passate nemmeno 48 ore dal sangue sparso in sinagoga? Controllate la vostra anima quando vi fate il trucco!”. Forse Drudge, che è trumpiano, soffre soltanto per non essere il prediletto del presidente, e s’ingelosisce con Fox News, che è evidentemente la preferita. O forse la cassa di risonanza spregiudicata sta mostrando il suo lato oscuro, e anche i più battaglieri iniziano ad accorgersi che c’è una differenza – nemmeno così sottile – tra dare sostegno e fare propaganda, allarmista per di più.

Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

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  • adebenedetti

    01 Novembre 2018 - 18:52

    Anche se in ritado faccio gli auguri a Laura Ingraham per la sua trasmissione sulla Fox che due giorni fa ha compito un anno.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    31 Ottobre 2018 - 15:23

    Dal Broad-casting al Narrow-casting, come dice Alain de Botton nel suo The News, ma la CNN non è da meno, e andava citata/esaminata. Pur essendo più che d'accordo sull'irresponsabilità dei "fischietti per cani" (neri e bianchi, White supremacists e Black Life Matters) non penso sia minore il rischio opposto, vissuto per otto anni obamiani, di confondere sogni (si vis pacem disarm) e realtà (si vis pacem para bellum). Il Palestinianismo è un movimento globale Anti Americano (=Antisemita) e una marcia (su Gaza) ne attira altre (anche se ridicole - per il momento). Non ho per ora letto un articolo che illustri/approfondisca fino in fondo questi anni Americani in tutta la loro complessità, e unicità. Insisto che paragonare Salvini e Trump, come persone, e soprattutto come rappresentanti istituzionali, e Costituzionali, è fuorviante e inutile.

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    • branzanti

      31 Ottobre 2018 - 17:40

      Gentilissima mi permetto di riconoscermi in due passaggi del suo commento e sulla prima parte mi limito a dire che condivido in pieno l'irresponsabilita' bipartisan dei fischietti e l'auspicio (oggi molto molto difficile) che il dibattito possa marginalizzarli. Sono anche d'accordo che gli ultimi 10 anni, globalmente, non solo in America, siano stati letti attraverso chiavi superate ed inadatte a capirne origini e natura. Un fenomeno come Trump, che Lei giudica positivamente io no, esula completamente dal metro di interpretazione politica usato ad es. per Reagan. Il prevalere della partigianeria rende però difficile una discussione seria, come sappiamo (e come ci ha insegnato De Felice) noi italiani che ancora non riusciamo a discutere in chiave storica di fascismo e dopoguerra. Non c'è dubbio però che una presidenza Usa che cercasse di essere unificante e non divisiva sarebbe stata molto utile (nel 2012 pensavo a Christie per questo tipo di ruolo dopo Obama, pensa come sbagliavo).

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    31 Ottobre 2018 - 11:28

    Tutti i giornali, oltre ai broadcasting e alle trasmissioni TV (vedi anche in Italia ) supportano una linea politica o no? In Italia addirittura supportano Presidenti stranieri o no? "E' la comunicazione bellezza". In Italia poi c'è, io lo chiamo, il supporto mascherato: sempre male a prescindere della parte opposta che si vuole sostenere.

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    • stearm

      31 Ottobre 2018 - 13:47

      E' legittimo certo avere una linea politica. Quello che non è legittimo è avere una linea politica basata sull'odio sociale, che non rispetta l'avversario politico, che semina menzogne e cospiracy theories, che crea emergenze inesistenti e che denigra sistematicamente le minoranze. I nemici della democrazia non possono appellarsi ai diritti civili, perchè si pongono al di fuori delle regole della convivenza civile. La domanda da farsi è 'quando si supera questo limite'. Io direi che quando qualcuno muore per mano di chi, prima, durante e dopo aver commesso un tale atto di violenza politica, esprime in modo esplicito la stessa linea politica che è portata avanti da una testata giornalistica, questo limite 'democratico' è stato ampiamente oltrepassato. E non sono eventi successi solo negli ultimi gironi. Atti del genere sono già avvenuti negli ultimi anni. Nel caso di Jo Cox anche fuori degli Stati Uniti. Ci sono figli che non possono più rivedere i propri genitori e viceversa.

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  • branzanti

    31 Ottobre 2018 - 10:24

    Fox è una televisione oggettivamente inguardabile (mi è capitato qualche volta e non sono riuscito a superare il minuto). Non è un problema di menzogne - più o meno lo fanno tutti - ma dell'odio che viene sparso in modo terrificante e che Fox trasforma in linea editoriale. Gli elevati ascolti credo dicano, semplicemente ed ancora una volta, che il problema degli Usa non sono politica ed economia, certamente sbagliate, ma l'antropologia della popolazione. Una antropologia fatta di aggressività e proponsione alla violenza, sempre alla ricerca di un nemico da distruggere e di una guerra da combattere. Avete mai fatto il conto di quanti siano gli anni in cui gli Usa, dalla nascita (diciamo 1776 per convenzione) non sono stati impegnati in guerre interne od esterne? Provate

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