La tv di Trump

Paola Peduzzi

Fox News registra record di ascolti ma non è più distinguibile dal trumpismo. E questo è un problema

Milano. Fox News registra record di ascolti a ogni passo, il grande business mediatico che è il trumpismo favorisce la rete di casa Murdoch, che è al tempo stesso fonte di Donald Trump e suo megafono. Roger Ailes, che è stato l’architetto di Fox News (se ne è andato nel 2016 dopo molte denunce di molestie sessuali, ed è morto l’anno successivo), aveva detto prima della propria dipartita: “Trump tira molto, ma se non stiamo attenti, finirà per controllare totalmente Fox News”. Ailes, racconta Gabriel Sherman su Vanity Fair, aveva espresso la sua preoccupazione direttamente a Rupert Murdoch, ma nel frattempo si è rafforzato il legame tra il tycoon e il presidente degli Stati Uniti, e “l’identità del network è diventata ormai inseparabile da quella di Trump”, scrive Sherman.

 

C’è un elemento strutturale, che ha cambiato le cose: alla guida di Fox News ora c’è Lachlan Murdoch, che è il meno ideologico degli eredi, il meno battagliero nei confronti del padre, più attento ai conti e agli aspetti manageriali che ai contenuti. La mancanza di una guida politica e di un boss come Ailes, che giudicava e commentava ogni trasmissione, ogni giornalista, ogni dettaglio, ha contribuito a creare la sovrapposizione tra l’emittente conservatrice e le istanze del presidente. È talmente completa, questa sovrapposizione, che da ultimo a fare notizia è un giornalista, Shepard Smith, che si differenzia dai colleghi di Fox News perché non è un megafono della propaganda trumpiana: sulla carovana di migranti, quella bolla creata ad arte dal presidente e dai media anti immigrazione, Smith dice: “Non c’è alcuna invasione, nessuno vi sta venendo a prendere, non c’è nulla di cui preoccuparsi”. 

  

Smith è considerato il “debunker” di Fox News, perché già in passato aveva smontato teorie del complotto di varia natura, e infatti è stato spesso denunciato dai suoi colleghi: si dice che Sean Hannity si sia lamentato direttamente con Trump di questo Smith “che non ha idea di nulla”. Se quel che viene raccontato su Fox News fosse senza conseguenze, se fossimo, come è sempre stato, nel campo delimitato dei bias, dei pregiudizi di destra o di sinistra che da sempre caratterizzano il dibattito mediatico americano, i bisticci interni sarebbero al massimo materiale buono per i pettegolezzi. Ma l’allarmismo creato attorno alla carovana, solo per fare l’ultimo, gigantesco esempio, ha avuto conseguenze reali. La prima è che il Pentagono sta pensando di inviare circa cinquemila soldati al confine con il Messico: è un annuncio, le truppe sono ferme, ma essendo di fronte a una non-invasione, a una non-emergenza, è un annuncio sensazionale.

La seconda è che aver descritto questa carovana – che sta a mille chilometri dal confine e che è composta da richiedenti asilo, non da immigrati illegali – come una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, alimentata (finanziata anche) dagli odiatori dell’America e di Trump, che in questo caso sono i democratici e il solito George Soros (cioè gli ebrei), ha convinto il terrorista di Pittsburgh a passare dalle parole ai fatti, e fare una strage in sinagoga. A furia di sentirti dire che c’è un’invasione, che un gruppo di migranti prezzolati, infiltrati da elementi “mediorientali” (ha twittato Trump, intendendo: probabili terroristi), sta portando vaiolo e lebbra in America (un ospite su Fox News), ti viene voglia di difenderti.

 

Bill Kristol, direttore della rivista Weekly Standard ed ex contributor di Fox News, ha twittato: “Nessuna malattia che qualsiasi rifugiato può portare in America è tanto pericolosa come la malattia della paura, del fanatismo e dell’odio che oggi viene trasmessa in America da Fox”. Matt Drudge, conservatorissimo direttore di Drudge Report, ha attaccato Fox News su Twitter, dopo aver visto un finale di trasmissione su Pittsburgh ridanciano: risate “dopo che non sono passate nemmeno 48 ore dal sangue sparso in sinagoga? Controllate la vostra anima quando vi fate il trucco!”. Forse Drudge, che è trumpiano, soffre soltanto per non essere il prediletto del presidente, e s’ingelosisce con Fox News, che è evidentemente la preferita. O forse la cassa di risonanza spregiudicata sta mostrando il suo lato oscuro, e anche i più battaglieri iniziano ad accorgersi che c’è una differenza – nemmeno così sottile – tra dare sostegno e fare propaganda, allarmista per di più.

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  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi