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Guardi la Baviera e scopri che a correre a destra non si va così lontani

“Perché stiamo insieme?” si chiedono i conservatori europei. La Csu scalpita in Germania, ma i sondaggi non la premiano

Paola Peduzzi

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peduzzi@ilfoglio.it

11 Settembre 2018 alle 10:09

Guardi la Baviera e scopri che a correre a destra non si va così lontani

Horst Seehofer e Angela Merkel (foto LaPresse)

Milano. Tra i tanti pensieri che l’avanzata dei movimenti populisti e antisistema ci ha costretto a fare ce n’è uno che è una spina nel piede: ha a che fare con le alleanze, vecchie e nuove, che sono diventate indispensabili per formare i governi ma che sono molto faticose. Il pensiero è: ma noi, esattamente, perché stiamo insieme? E’ una domanda che in nessun contesto, personale o politico che sia, ha mai ripercussioni semplici, significa interrogarsi sulla propria storia, e...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Settembre 2018 - 14:02

    Ovvio, dal punto di vista e di prassi degli intellettuali, in senso lato, opinionisti e giornalisti inclusi, il quesito: “Perché stare insieme?”, proietta e sviluppa la questione nel campo dei principi, delle culture, dei vissuti, delle tradizioni, delle radici, delle visioni, dei soggetti che dovrebbero stare insieme e, si focalizza più sulle differenze che sulle affinità. Ma la realtà, quella che da millenni è la sostanza, è una sola: le masse elettorali, il 90% dei voti sono lì, orientano le loro scelte in quelle direzioni che “sentono” o “credono” essere le più affidabili e sicure per garantire loro il soddisfacimento del desiderio del “panem et circences”. Roba prosaica, terra terra. Altro che “la legge morale dentro di me”. Stare insieme significa riuscire a proporre un modello di “panem et circences”, il più ampiamente credibile ai “sentire attuali” delle masse. Intesi? Attuali, quelli che sono, non quelli che “dovrebbero essere”.

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  • Skybolt

    11 Settembre 2018 - 12:12

    Forse non la premiano perchè too little too late, un po' come il PD con Minniti.

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