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Gli alleati molesti che Salvini si è scelto

L’accordo sui migranti Italia-Germania ci danneggia, ma va firmato lo stesso

14 Settembre 2018 alle 06:00

Gli alleati molesti che Salvini si è scelto

Matteo Salvini e il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer in un incontro dello scorso luglio. Foto LaPresse

Alla fine la firmerà, ma più per gli obblighi che la futura alleanza impone, che non per convinzione. L’intesa sui migranti secondari tra Italia e Germania, annunciata ieri dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, a Matteo Salvini in verità non piace granché. Non piace innanzitutto per come è maturata: annunciata dal leader della Csu, alleato riottoso di Angela Merkel, di fronte al Bundestag, come a voler mettere il titolare del Viminale di fronte al fatto compiuto. E non piace molto neppure nel merito: perché il regolamento dei movimenti secondari, voluto da Seehofer, presenta più rischi che opportunità per Salvini.

    

Prevede, di fatto, che i migranti arrivati in Germania dopo essere approdati in Italia vengano rispediti indietro. E siccome le persone che attraversano il Brennero in direzione Berlino, dopo essere sbarcate sulle nostre coste, sono più di quelle che fanno il percorso inverso, difficilmente i leghisti potranno rivendersi questo accordo come un successo. Anzi. Salvini cercherà di strappare alcune condizioni: quella del “saldo zero”, per cui “per ogni migrante che torna in Italia, deve essercene uno che, dopo essere stato accolto dal nostro paese, va assegnato ai tedeschi”. E chiederà pure che l’intesa entri in vigore a partire dal momento della stipula: che non riguardi, insomma, i migranti già approdati in passato. In ogni caso, al vertice europeo dei ministri dell’Interno in programma oggi a Vienna, Salvini metterà la sua firma accanto a quella di Seehofer.

   

E’ una concessione doverosa: il leader della Csu, ultraconservatore, ha bisogno di ottenere un risultato anche solo simbolico sul tema dei migranti per la sua campagna elettorale in Baviera, dove si vota il 14 ottobre. La Csu è data in discesa nei sondaggi, insediata a destra dagli estremisti xenofobi di AfD: Salvini non può, ora, creare difficoltà a quello che ritiene un potenziale alleato strategico per dare la spallata al Ppe moderato alle prossime elezioni europee. Ma siccome l’internazionale dei sovranisti impone le sue contraddizioni, ora il segretario del Carroccio deve masticare amaro. L’accordo sui migranti, secondo vari analisti, risulta infatti come un inasprimento del trattato di Dublino, che invece Salvini dice di volere superare. A confidare nel sostegno dei nazionalisti stranieri, si rischia di non potere fare gli interessi della propria nazione.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    14 Settembre 2018 - 15:03

    La Germania è sempre stata indicata dal Foglio come uno degli alleati imprescindibili con cui collaborare ma adesso, Visegrad non va bene, L'Austria non va bene, neanche la Germania va più bene, come se governasse Seehofer e non la Merkel. Allora è la Merkel che non va più bene, e qui sarei anche d'accordo. Per quanto riguarda il merito dell'accordo, se sarà retroattivo è chiaro che non andrà bene, se ci sarà la "somma zero" tutto sommato andrà bene. Faccio notare che a confidare invece nel sostegno degli europeisti (a parole) stranieri, in primis frou-frou Macron, non si rischia ma si è sicuri di non fare l'interesse dell'Italia

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  • Giovanni

    14 Settembre 2018 - 14:02

    Guardate che Salvini è una volpe furba e abile. Sbagliate se credete che si lasci abbindolare dai pentastellati. Pensateci.... da un misero 17% che aveva il 4 Marzo, viene oggi accreditato di un buon 33%. In pratica ha raddoppiato teoricamente la propria forza elettorale.

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    • stearm

      14 Settembre 2018 - 17:05

      Aggiungerei che nel Nord, quello produttivo, Salvini sfiora un consenso plebiscitario. Lo seguiranno fino alla soglia del burrone. Difficile prevedere cosa succeda da quel punto in poi. Certo, se lo si considera una volpe furba e abile, probabile che molti nel burrone ci si fionderanno imperterriti.

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