La pistola scarica del voto anticipato

Il Pd puntella gli alleati minacciando le elezioni. Ragioni di un bluff

Una parte del Pd nelle ultime ore ha iniziato a minacciare il ritorno alle urne. Ma Nicola Zingaretti ha davvero la forza per imporre alla maggioranza la fine del governo e pure il voto anticipato? Proviamo a ragionare sulla tempistica. Mettiamo caso che al ritorno dalla pausa natalizia, pochi giorni dopo l’approvazione della legge di Bilancio, nella prima metà di gennaio, Zingaretti convochi una direzione nazionale del Pd per dichiarare finito l’esperimento di governo. E’ però immaginabile che, a pochi giorni dal voto in Emilia-Romagna e in Calabria (26 gennaio), il segretario del Pd faccia saltare il banco? E dopo le regionali invece sarebbe possibile? Intanto dipende dal risultato. Qualora il centrosinistra perdesse l’Emilia, Zingaretti sarebbe un segretario più che dimezzato e con poca forza contrattuale. Se invece vincesse, si troverebbe nella condizione di poter continuare a governare più o meno serenamente ma avrebbe di fronte a sé altre sfide elettorali da presidiare. In primavera, infatti, ci saranno altre elezioni regionali. Dalla Puglia alle Marche, alla Toscana. In caso di rottura tra il Pd e gli alleati (Italia viva, Cinque stelle), Zingaretti dovrebbe affrontare elezioni complicate, specie in Toscana, completamente isolato. Ora, il caso Umbria insegna che le alleanze con i populisti sono un problema serio e non danno garanzie. Ma ancora meno garanzie dà la corsa in splendida solitudine. Persino in Emilia, dove un tempo il centrosinistra vinceva a mani basse, Stefano Bonaccini è costretto a cercare un accordo con i Cinque stelle. Eventuali elezioni anticipate hanno anche il problema della riduzione del numero dei parlamentari. Se nessuno chiede il referendum di conferma si potrebbe già votare in primavera con i numeri ridotti. Se invece venisse chiesto il referendum ci vorrebbero vari mesi per far entrare in vigore la legge. Ma in entrambi i casi è credibile che il gruppo parlamentare del Pd – avendo anche a disposizione in Parlamento una scialuppa renziana – scelga di entrare in modalità stambecco dal dirupo? La pistola del voto anticipato è lì sul tavolo e diversi esponenti del Pd la invocano e la mostrano ai retroscenisti ma la pistola in realtà ha tutta l’aria di essere scarica.

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