L'asse Pd-M5s avanza in Regione e guarda al comune

Gianluca De Rosa

È l’ambientalismo a tenere insieme i grillodemocratici. Ma c’è un ma: chi lo dice alla Raggi che non si deve ricandidare?

Roma. La proposta l’ha lanciata, inequivocabile, martedì dalle colonne di Repubblica l’ex vicepresidente della Regione Lazio, attualmente parlamentare europeo del Pd Massimiliano Smeriglio: primarie del centrosinistra aperte al M5s per scegliere il prossimo candidato sindaco di Roma. Solo una condizione: la Raggi deve rinunciare al secondo mandato. Tra le fila dei due schieramenti, quello dem e quello grillino, nella Capitale alcuni si sono sfregati le mani, ma la maggior parte ha accolto con freddo scetticismo l’idea di Smeriglio. “Noi in realtà lavoravamo a un campo largo, ma senza i 5 stelle”, spiega il capogruppo del Pd in Campidoglio Giulio Pelonzi. Chi non ha dubbi, invece, è Luciano Nobili, luogotenente di Italia viva a Roma: “Con i 5 stelle mai. Noi non ci stiamo”. Ma come dimostrano le vicende di governo, quello che oggi è un “mai con” può diventare, un “questa volta è necessario”. Insomma, alle deroghe in politica non ci sono limiti. Anche perché sulla Capitale si staglia minaccioso il profilo panciuto di Matteo Salvini. Come raccontato settimana scorsa su queste pagine, il leader del Carroccio ha scelto Roma e la sindaca Virginia Raggi come obiettivi polemici per spezzare l’asse di governo M5s-Pd. Qualche giorno fa ha anche fatto partire il totonomi nel centrodestra annunciando di avere il nome giusto per il prossimo sindaco. E la scelta non è casuale. Su Virginia Raggi nessuno nel Pd intende fare aperture. Non è un caso che Smeriglio abbia scelto la rinuncia della sindaca come unica condizione a un’alleanza. E in Campidoglio la maggioranza grillina è compatta: vuole un Raggi bis e risponde dunque con un secco no all’ex vice governatore.

 

Eppure il dialogo M5s-Pd in Regione Lazio – come rivendicato dalla capogruppo Roberta Lombardi – nasce in regione ben prima dell’accordo per Palazzo Chigi. Contattata dal Foglio, Lombardi per adesso sulla proposta di Smeriglio si limita al “no comment”, ma è un fatto (citato pure dall’ex vicepresidente della regione) che nel Lazio grillini e Pd abbiano trovato accordi su diversi punti. Smeriglio cita il parco dell’Appia e il diritto allo studio. Non ultimo per importanza c’è pure il nuovo piano rifiuti regionale, ostacolato dalla Raggi, ma sostenuto anche da una buona parte dei grillini in regione. D’altronde il piano condivide l’impostazione ecologista grillina dello “zero inceneritori”. E in fondo l’ambientalismo pare essere la nuova ideologia che un centrosinistra in perenne ricerca di identità ha già scelto per il proprio futuro, persuaso dalle folle di giovani che nelle città italiane hanno manifestato appassionati dalle parole di Greta Thunberg. Recentemente, quasi a rispondere con un fuoco a disposizione nettamente superiore a Matteo Renzi, Zingaretti ha annunciato un grande piano di piantumazione di alberi nei parchi e nelle scuole del Lazio. “Pianteremo un nuovo albero per ogni nuovo iscritto a Italia viva”, aveva promesso Renzi. “Noi ne pianteremo uno per ogni cittadino della regione”. Il totale fa 6 milioni di alberi e 12 milioni in tre anni a bilancio per l’operazione. E la battaglia ambientalista di Zingaretti continua, proprio lì dove il segretario al potere di farlo: nella sua Regione Lazio. In settimana ecco un’altra novità: con Lega niente e comune di Fiumicino la Regione ha realizzato una barriera antiplastica alla foce del Tevere, con l’obiettivo di impedire che i residui del materiale gettati nel fiume finiscano in mare. Trovato il campo comune, quel che manca oggi sembra un mediatore che lavori anche per convincere Raggi e i suoi fedelissimi al passo indietro.

 

Ambientalismo, centrosinistra e grillini capitolini s’incontrano oggi solo in una persona, l’ex presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Ultimamente la sindaca Virginia Raggi ha partecipato con una certa costanza agli eventi organizzati da Pecoraro Scanio attraverso la sua fondazione Univerde.