Affrontare il diluvio

Adriano Sofri

Quello che sarebbe dovuto arrivare dopo Luigi XV, e per cui le sardine sembrano essere le più attrezzate

Le frasi celebri sono destinate a perdere il legame con la loro origine, via via che diventano proverbiali. Era inevitabile ieri, dopo che Di Maio ha avvertito: “Dopo di me può esserci solo Di Battista” (minaccia disperata e sinistra, tesa a ottenergli almeno il titolo di male minore) ricordare il “Dopo di me il diluvio”. “Après nous le déluge”: la pronunciò forse Luigi XV, o forse la sua magnifica dama di Pompadour, o forse nessuno dei due. Erano tempi agitati, il re era accusato di indecisionismo, gli spiriti repubblicani fervevano, si sentiva che il (vecchio) regime andava verso il tramonto. La frase ebbe successo perché invertiva il luogo comune secondo cui il genere umano (e degli altri animali) viene “dopo il diluvio”. In generale, questo definirsi come venuti dopo qualcosa è il cuore del progressismo storicista, del piacere di sentirsi come il punto d’approdo della storia. È così anche per la consolante nozione per cui noi apparteniamo al Dopoguerra, che fa torto alla moltitudine di nostri contemporanei che vivono e muoiono ben dentro la guerra, e vuole esorcizzare la guerra prossima ventura. Solo certe religioni apocalittiche vivono dell’attesa di un nuovo diluvio, e il loro posto è preso ora dalla persuasione scientifica della minaccia che pesa sul pianeta, e anche dal sentimento complementare che ce la siamo cercata, una punizione per i nostri peccati, come in quell’altro diluvio. “Dopo di me, Di Battista”. A ognuno la sua misura. Ieri ho sentito Domenico De Masi – prendo sempre carta e penna quando lo vedo, benché fossi interdetto dal suo lungo investimento originario sui 5 Stelle – fornire le seguenti cifre: un trentenne di oggi (quel Mattia di Bologna per esempio) vivrà mediamente fino a 85 anni, cioè 481 mila e 800 ore. Ne lavorerà, mediamente, 52 mila. Il lavoro occuperà dunque solo un undicesimo della vita. Gli resteranno 252 mila ore di tempo totalmente libero. Che cosa ne farà? (Che cosa ne farai, Mattia?) Il programma televisivo è finito prima che arrivasse la risposta, purtroppo. Intanto, se ci fosse il diluvio dopo di noi (dopo di voi, io e De Masi stacchiamo prima) farsi sardina sarebbe già qualcosa.

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