In ricordo di Remo Bodei e Onofrio Nicastro

Adriano Sofri

Breve storia di due giovani filosofi, allievi e amici devoti di Arturo Massolo

Del gergo goliardico forse si salverà la parola “anziano”. Quando arrivai all’università fra i miei anziani c’erano due filosofi di ventidue anni, Remo Bodei e Onofrio Nicastro. Erano diversissimi per carattere e per aspetto, amicissimi per passione di studio e civile. Venivano dalle grandi isole, siciliano Nicastro, studioso allora di Hume e Mandeville, sardo Bodei e allora rigorosamente hegeliano. Valevo poco, da studente, rispetto a loro, avevo fretta d’altro. Remo mi precettò, matricola, a un congresso dell’Ugi e anzi a scriverne, per conto altrui, la parte teorica delle tesi: esperienza veneziana divertente e sufficiente a saziarmi per sempre di politica universitaria. Anche lui ne ebbe presto abbastanza. C’era una compagna di corso, così bella e riservata da suscitare segreti pensieri d’amore, fu la ragazza di Remo, per sempre. Lui e “Nonò” Nicastro erano allievi e amici devoti di Arturo Massolo, appena arrivato a insegnare filosofia a Pisa, siciliano hegeliano e marxista. Una volta lo incontrai alla stazione di Firenze, sarà stato al secondo anno, lo conoscevo appena, forse per un esame, mi ordinò di prendere con lui il Settebello, che io non mi sarei mai potuto e voluto permettere, e ci accomodammo nel salottino panoramico in testa a quel treno favoloso. Episodio doppiamente propizio, per la veduta sontuosa e la conversazione brillante – a Massolo seccava annoiarsi, credo – e per il prestigio singolare che mi procurò presso Remo e Onofrio. Morirono presto, il maestro, Massolo, già nel 1966, e Nicastro, nel 1994; c’è in rete un bel ricordo di lui scritto da Paolo Cristofolini. Remo ha avuto più tempo e ha saputo impiegarlo ammirevolmente, mettendo il pensiero a confronto con la vita quotidiana, il suo senso, la sfida e la promessa dei suoi cambiamenti. La gentilezza tenace dell’intelligenza che ha colpito chiunque l’abbia incontrato in giro per il mondo era già allora la sua qualità, che tanto più oggi lo fa rimpiangere.