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No, non è Medioevo parlare di demografia

La lotta contro gli oscurantismi rischia di diventare una lotta da estremisti se trasforma in battaglie da Medioevo anche alcune questioni non da Medioevo come quelle in difesa della natalità. Mostri di Verona e rischi del metodo Cirinnà-nà-nà

30 Marzo 2019 alle 06:08

No, non è Medioevo parlare di demografia

Brian S. Brown, presidente del World Congress of Families, a Verona (Foto LaPresse)

Abbiamo scritto ieri sul Foglio, a proposito del controverso Congresso delle famiglie di Verona, che le battaglie giuste accanto agli alleati sbagliati possono diventare battaglie dannose, perché regalano battaglie giuste a chi le svilisce combattendole con le armi sbagliate. Allo stesso tempo, però, dopo aver passato in rassegna la timeline oscurantista delle mostruosità di Verona, l’omosessualità raccontata come una patologia, le donne perfette che sono solo quelle che non si muovono da casa, la difesa della vita ridotta a una critica della legge sull’aborto, è necessario allargare il nostro obiettivo e riconoscere con onestà che tra le molte cose contestabili presenti al Congresso delle famiglie ce n’è una importante che riguarda anche coloro che in questi giorni hanno denunciato le mostruosità del Congresso di Verona. Le battaglie giuste accanto agli alleati sbagliati diventano battaglie dannose. Ma trasformare alcune battaglie giuste in battaglie sbagliate solo perché a promuoverle ci sono alleati impalatabili è un rischio da evitare per una ragione semplice: davvero chi si trova distante anni luce dagli organizzatori e dai promotori delle giornate di Verona può permettersi di regalare agli oscurantismi i temi legati alla difesa della vita e al sostegno della natalità?

   

Tutti coloro che in questi giorni hanno criticato, come ha fatto anche questo giornale, il Congresso delle famiglie di Verona dovrebbe evitare di trasformare in un fascio l’erba delle battaglie pro life. E lo dovrebbe fare non per una questione elettorale, non per una questione politica, non per provare a portare dalla propria parte gli elettori del Family day per provare a superare la soglia di sbarramento alle Europee. Ma dovrebbe farlo perché il tema della lotta contro l’inverno demografico non riguarda la destra o la sinistra: riguarda semplicemente la nostra vita e il futuro del nostro paese. E allora, una volta denunciato il “Medioevo” del Congresso di Verona, c’è qualcuno, a parte gli estremisti di Verona che voglia mostrare interesse rispetto al fatto che in Italia le nascite diminuiscono senza soluzione di continuità dal 2008? C’è qualcuno, a parte gli estremisti di Verona, che voglia mostrare interesse rispetto al fatto che dal 2008 al 2017 le nascite in Italia sono passate da quota 576.659 a quota 458.151? C’è qualcuno, a parte gli estremisti di Verona, che voglia mostrare interesse rispetto al fatto che il saldo naturale della popolazione, ovvero la differenza tra nati e morti in Italia, è ininterrottamente negativo dagli anni Novanta a oggi? C’è qualcuno, a parte gli estremisti di Verona, che voglia mostrare interesse rispetto al fatto che nel 1980 l’Italia aveva circa 17 milioni di under 20 e quasi 10 milioni di over 60 mentre oggi, secondo i dati del 2015, ci sono 10 milioni di under 20 e oltre 17 milioni di over 65? C’è qualcuno, a parte gli estremisti di Verona, che voglia mostrare interesse rispetto al fatto che l’Italia è il primo paese al mondo ad aver registrato un sorpasso degli over 65 sugli under 15, con i primi che sono circa il 22 per cento della popolazione rispetto al 19 per cento del resto d’Europa? C’è qualcuno che abbia il coraggio di rinfacciare ai partiti paraguru di governo, che hanno deciso di intestarsi anche gli estremismi di Verona, che un paese che non aiuta le mamme a fare figli non può permettersi di restare silente di fronte a una classe politica che sceglie di buttare soldi per aiutare le donne ad andare in pensione piuttosto che usare soldi per incentivare le donne a conciliare la maternità con il lavoro?

     

La verità che purtroppo emerge con chiarezza da alcune critiche modello Cirannà-nà-nà formulate contro il Congresso di Verona è che la lotta contro gli oscurantismi, se non si limita a essere una lotta contro gli estremisti, rischia di diventare a sua volta una lotta estremista, perché trasforma in battaglie da Medioevo anche battaglie non da Medioevo come quelle in difesa della natalità. L’Italia ha un problema immenso legato al suo inverno demografico, a un sistema normativo che non aiuta le donne a conciliare lavoro e maternità, a un welfare che non si preoccupa di dare alle famiglie tutti gli strumenti necessari per essere a favore della vita, tutti gli strumenti per essere pro life nel senso più stretto dell’espressione, tutti gli strumenti per essere nelle condizioni di poter scegliere con più semplicità e più libertà di far nascere una persona piuttosto che di non farla nascere. Ma se l’opinione pubblica decide di trasformare strumentalmente ogni battaglia a favore della natalità in una battaglia fascista non sta lottando contro gli estremisti: sta cercando solo scorciatoie per non affrontare il tema dei temi. Ovvero: cosa possiamo fare per non trasformare battaglie giuste in battaglie sbagliate solo perché a cavalcare queste battaglie non sono le persone giuste? Una volta finito il Congresso di Verona forse, anche per i critici, anche per i laici, anche per la sinistra, converrebbe ripartire da qui.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • Giovanni

    30 Marzo 2019 - 14:02

    No, non è da medioevo parlare di demografia. Purchè il parlarne non diventi ideologia. Le nazioni più ricche e avanzate d'Europa hanno popolazioni alquanto limitate: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Olanda. Tutte ricchissime democrazie, avanzatissime sul piano sociale, culturale, industriale e scientifico hanno un tasso di di densità abitativa media di 70 abitanti per chilometro quadrato. L'italia ha invece una densità di oltre 210 abitanti per chilometro quadrato. E sapete che superiamo in densità abitativa persino la Cina? Ebbene sì, la Cina ha una densità di soli 145 abitanti per chilometro quadro. Se poi si considera che il nostro territorio è quasi tutto montagnoso, impervio e abitativo in appena il 45% della superficie totale forse dovremmo essere più cauti nel parlare di scarsa natalità.

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  • Chichibio

    30 Marzo 2019 - 13:01

    Sarà. Bene assistenza, asili nido, e quant'altro. Ma vuoi mettere un figlio, anche uno solo? Sarebbe già un addio. Alle vacanze di fine settimana, al viaggetto alle Maldive che diventerebbe scomodo con un bebè appresso, all'uscita serale a cena che poi ti ci vuole la baby sitter. Insomma, meglio la vita comoda.

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  • bezzicante

    30 Marzo 2019 - 12:12

    Da sincero estimatore di Cerasa devo dire che questa volta, proprio, non ci siamo. Analisi superficiale e priva della fondamentale consecutio logica. Il non fare figli ha origini sociali un pochino più complesse, e i "rimedi" (qualora ci debbano essere) non possono essere una "battaglia per la natalità", che se ci pensa un attimo, gentile direttore, è un pensiero illiberale e un filino sciocchino.

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  • ancian99

    30 Marzo 2019 - 10:10

    In una società che non ha più le basi per la socialità, per la solidarietà, per la tolleranza e il rispetto è , purtroppo, anacronistico esaltare la famiglia tradizionale con ruoli prefissati, con una distinzione netta fra il compito dell'uomo e i molteplici compiti della donna; non vi sarà più assistenza sociale. La donna non avrà l'uomo accanto a sé, nei momenti difficili della nascita, della crescita e della educazione di un figlio. Poiché il lavoro della donna si distribuisce su più fronti, ella dovrà ricorrere agli asili nido, all'assistenza dei genitori anziani, per poter mantenere in vita una famiglia. In uno Stato sconquassato come il nostro, la donna è più sola che mai e può difficilmente pensare a fare molti figli. In una società, dissociata come la nostra, privata di guide importanti, di punti di riferimento di ogni tipo, la famiglia tradizionale si va estinguendo insieme alla scomparsa dei valori fondamentali.

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