La quarantena del Papa

Matteo Matzuzzi

Francesco si confessa: “Vivo questo momento con molta incertezza. Penso alle mie responsabilità”

Merita di essere letta l’intervista che il Papa ha concesso ad Austen Ivereigh e pubblicata su The Tablet, Commonweal e la Civiltà Cattolica. Francesco spiega come vive questa quarantena forzata che dopo aver attraversato la quaresima condurrà alla Pasqua. Il Papa tocca molti argomenti, intanto confessa di vivere “questo momento con molta incertezza. E’ un momento di molta inventiva, di creatività. Penso alle mie responsabilità attuali e nel dopo che verrà. Quale sarà, in quel dopo, il mio servizio come vescovo di Roma, come capo della chiesa? Quel dopo ha già cominciato a mostrarsi tragico, doloroso, per questo conviene pensarci fin da adesso”. Parla della solitudine e della cultura dello scarto, il Pontefice: “Si direbbe che nel mondo finanziario sacrificare sia normale. Una politica della cultura dello scarto. Da cima a fondo. Penso per esempio alla selettività prenatale. Oggi è molto difficile incontrare per strada persone con la sindrome di Down. Quando la si vede nelle ecografie, li rispediscono al mittente. Una cultura dell’eutanasia, legale o occulta, in cui all’anziano le medicine si danno fino a un certo punto. Penso all’enciclica di Papa Paolo VI, la Humanae vitae, la grande problematica su cui all’epoca si concentravano i pastoralisti era la pillola. E non si resero conto della forza profetica di quell’enciclica, anticipatoria del neomalthusianismo che stava preparandosi in tutto il mondo. E’ un avvertimento di Paolo VI riguardo all’ondata di neomalthusianismo che oggi vediamo nella selezione delle persone secondo la possibilità di produrre, di essere utili: la cultura dello scarto”.

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.