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spina di borgo

E’ già Sabato santo

Le chiese sono aperte, ma pochi possono entrarci. Ai preti, anche loro in prima linea, il pensiero di Papa Francesco

22 Marzo 2020 alle 06:11

E’ già Sabato santo

foto LaPresse

A Milano le chiese non chiuderanno mai, ha detto l’arcivescovo Mario Delpini, che domenica ha celebrato la messa al Policlinico, venendo per questo lodato dal Papa all’Angelus. Chiese aperte, dunque, anche a Roma (ma la ferita del primo decreto del vicariato che imponeva la gran serrata non si cicatrizzerà in tempi rapidi), benché non sia del tutto chiaro chi può andarci: la sosta orante, infatti, non rientra nella casistica degli spostamenti considerati necessari. Però vedere, magari da lontano, una chiesa con le porte aperte, può dare fiducia e speranza.

 

Il Papa ha lodato i preti che si sforzano di fare il possibile in questa tragedia, che s’inventano messe su streaming ed esercizi spirituali su Facebook, che si fanno prossimi al popolo fedele. A quello che magari non perde tempo a urlare contro la messa abolita, ma che cerca d’approfondire la riflessione in questo lungo Sabato santo. Chi ha tentennato è stata la Cei, ancora una volta. Comunicati molto burocratici, vidimature in serie alle decisioni governative. Solo alla fine, negli ultimi giorni, è arrivato il pensiero ai sacerdoti, anche loro in prima linea se non altro nel conforto (laddove possibile). Si vedrà cosa accadrà per Pasqua, anche se le possibilità di aperture totali è davvero remota. Francesco, ogni mattina al termine della messa, si pone in adorazione davanti al Santissimo: in silenzio. Un gesto piccolo ma al contempo enorme, una lezione implicita anche a quegli augusti sacerdoti che, in ore di sofferenza e lamento, si dedicano alle sparate su Twitter contro la “ricca” Lombardia.

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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