Cortocircuito mediatico

Matteo Matzuzzi

Non è colpa dei soliti “nemici del Papa” se la nomina del nuovo segretario cancella l’evento voluto da Francesco

Non è tutta colpa dei soliti conservatori o tradizionalisti se la Domenica della Parola, annunciata a suo tempo con il motu proprio Aperuit illis, è stata mediaticamente annullata dal singolare comunicato con cui s’è annunciato che il Papa ha un nuovo segretario particolare. Mentre Francesco celebrava in San Pietro, infatti, usciva un bollettino con l’annuncio della nomina di padre Gonzalo Aemilius, giovane uruguagio, al delicato incarico. Risultato ovvio: della Domenica della Parola non s’è più parlato, mentre poemi e peana sono stati stesi sulla biografia di Gonzalo, “il prete di strada” (che si porta sempre, di questi tempi) che “salva i giovani in strada” (opera meritoria, ovviamente, ma non si capisce bene cosa c’entri) eccetera eccetera. Non è ben chiaro per quale motivo sia necessario essere prete di strada per tenere l’agenda del Papa, ammesso che il Papa, questo Papa, l’agenda se la faccia custodire da qualcuno. Naturalmente è stata posta l’enfasi sulla serietà e riservatezza di padre Gonzalo, da contrapporre – implicitamente – all’esuberanza di mons. Ganswein. La domanda che sorge spontanea è perché si sia voluto dar conto del cambiamento proprio domenica – giornata non fatta per gli annunci vaticani – di mattina, con la giornata della Parola (fortemente voluta da Francesco) in pieno svolgimento. Il Pontefice avrebbe ragione a essere arrabbiato, ben più del caos sul libro scritto da Robert Sarah e Benedetto XVI da oggi in libreria nella traduzione italiana. 

Di più su questi argomenti:
  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.