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Il Papa congeda mons. Gänswein, il Vaticano non conferma

Dal 15 gennaio (giorno dell'uscita del libro di Sarah e Benedetto XVI) il prefetto della Casa Pontifica non si vede più. I giornali tedeschi sicuri: gli è stato dato il benservito. La Santa Sede parla di "ordinaria redistribuzione dei compiti"

5 Febbraio 2020 alle 15:25

Il Papa congeda mons. Gänswein, il Vaticano non conferma

Georg Gänswein con Papa Francesco (foto LaPresse)

Da tre settimane il prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gänswein, non si vede. Non partecipa alle udienze generali con il Papa né accompagna da Francesco gli ospiti in visita. Questa mattina, il giornale tedesco Tagespost, molto vicino allo stesso Gänswein, ha scritto che è stato congedato dal Papa per un periodo non definito.

  

Alla base della decisione ci sarebbe la gestione (pessima) della vicenda legata al libro Dal profondo del nostro cuore, con l’anticipazione data dall’editore francese Fayard e il nome di Benedetto XVI come coautore indicato in copertina. Una gestione che non sarebbe piaciuta né ai piani alti della Segreteria di stato né a Santa Marta. E nel mirino è finito proprio il segretario personale del Papa emerito che è al contempo prefetto della Casa Pontificia.

 

Gänswein è assente da ogni impegno pubblico dal 15 gennaio e ha mancato già tre udienze generali consecutive, sostituito dal reggente, mons. Sapienza. Il “caso” del libro era esploso domenica 13 gennaio, due giorni prima. Casualità? Per giorni si è parlato di un malanno di stagione del prefetto, una bronchite poi divenuta polmonite. Altri ipotizzavano nei Sacri Palazzi “un periodo di ferie dopo le feste natalizie, fuori Roma”. In realtà Gänswein non si è mai mosso da Roma e non risulta malato al punto di non poter entrare nemmeno nel suo ufficio. Poco fa, dalla Sala stampa vaticana è stato fatto sapere che si tratta di "ordinaria ridistribuzione dei vari impegni e funzioni del prefetto della Casa Pontificia, che ricopre anche il ruolo di segretario particolare del Papa emerito". Il direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, ha detto di "non avere notizie" in merito al licenziamento di Gänswein.

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • gheron

    05 Febbraio 2020 - 19:11

    Un moto sapiente di ciglia della seconda più antica teocrazia. Il problema vero della Chiesa non è la crisi della fede ma il mancato ripristino della sua frana socialista, nera bruna e rossa, che negli ultimi due secoli ha devastato e devasta spiritualmente e materialmente l'umanità. Non mancano i religiosi e le religiose, consacrati e laici, che bene operano a decine di migliaia in tutto il mondo senza minimamente apparire. Sono troppi invece, insopportabilmente troppi, i chierichetti comunque mascherati che sculettano in TV o trombettano sui giornali biascicando dottrina sociale cristiana pur avendo gettato alle ortiche croce e crocifisso.

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