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Roma Capoccia – Spina di Borgo

L’intrigo del libro del cardinal Sarah

Non tutto è chiaro nel pasticcio del volume scritto dal cardinale con Benedetto XVI guest star

16 Gennaio 2020 alle 09:06

L’intrigo del libro del cardinal Sarah

Foto LaPresse

Il tiro al piccione mediatico è tutto per il cardinale Robert Sarah, il prefetto della congregazione per il Culto divino ideatore di “Dal profondo dei nostri cuori”, il libro sul celibato sacerdotale che avrà come guest star Benedetto XVI. Lui si è difeso, ma ha detto che non tornerà più sull’argomento. A meno di sviluppi che potrebbero verificarsi alla fine della settimana, in modo da fare luce sul pasticcio che è riuscito a mettere in ombra l’importante intervento di Joseph Ratzinger.

 

Qualcosa, nella vicenda, non torna nonostante i comunicati, le precisazioni, i tweet. Chiarito che il capitolo portante del libro (il primo) è “al cento per cento” stato scritto dal Papa emerito, quant’è credibile la dichiarazione secondo cui nessuno al Monastero Mater Ecclesiae, residenza di Ratzinger – che non ha alcun entourage, vivendo solo con quattro laiche consacrate e un segretario-arcivescovo – aveva visto la copertina dell’edizione francese prima di domenica sera? Da più parti si giura che c’era stato un via libera da entrambe le parti (Benedetto XVI e Sarah), garanzia necessaria per mandare in stampa l’opera. Errore di leggerezza da parte di chi doveva valutare il tutto? Fuga di notizie in Francia che ha fatto scoppiare il caso prima che in Vaticano fosse informato il Papa regnante? Ogni ipotesi è aperta.

 

Tutte tranne una: che si sia trattato di un imbroglio ordito dal cardinale Sarah, talmente addolorato (e arrabbiato) per la piega brutta che ha preso la storia da postare in serie, l’una dopo l’altra, le lettere con firma autografa di Benedetto XVI che l’autorizzavano a fare del manoscritto qualunque cosa. Anche pubblicarlo.

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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