Torna Benedetto XVI: "Il celibato dei preti è indispensabile, non posso tacere"

Matteo Matzuzzi

In uscita in Francia un libro scritto con il cardinale Robert Sarah. Il volume è una risposta a quanti, al recente Sinodo sull'Amazzonia, avevano chiesto la grande riforma

“Io credo che il celibato dei sacerdoti abbia un grande significato ed è indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita”. A scriverlo è il Papa emerito Benedetto XVI, in un libro – Des profondeurs de nos coeurs – scritto a quattro mani con il cardinale Robert Sarah, in uscita mercoledì prossimo in Francia per l’editore Fayard. Lo ha annunciato Nicolas Diat, che ha già collaborato con Sarah in diversi suoi libri. “E’ urgente e necessario, che tutti, vescovi, sacerdoti e laici, ritrovino uno sguardo di fede sulla Chiesa e sul celibato sacerdotale che protegge il suo mistero”, scrivono Ratzinger e il prefetto della congregazione per il Culto divino, secondo le anticipazioni diffuse dal Figaro. “Non posso tacere”, aggiunge Benedetto XVI citando sant’Agostino.

 

E' un colpo di scena che si inserisce tra il recente Sinodo sull'Amazzonia, chiuso a ottobre con la richiesta votata a maggioranza assoluta di aprire all'ordinazione sacerdotale di “uomini idonei e riconosciuti dalla comunità che siano diaconi permanenti”, e la pubblicazione dell'esortazione di Papa Francesco, attesa tra non molte settimane. Una strada, quella proposta dal Documento finale dell'assemblea sinodale, che accoglieva le istanze dei presuli locali, ma soprattutto di parecchi esponenti delle chiese europee (tedesca in primis), desiderose di applicare le "aperture" e le "novità" anche a contesti ben lontani dalle rive del Rio delle Amazzoni. 

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  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.