Una mostra a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia in Italia (foto LaPresse)

Villa Medici è senza direttore da diciotto mesi. Giallo franco-italiano

Gianluca De Rosa

Intrighi, gelosie e forse anche incertezza di Macron. Era già successo con l’ambasciata francese presso la Santa Sede

Roma. Gli intrighi di palazzo francesi, le manie di controllo del presidente Macron, le gelosie tra donne di cultura e potere propagano i loro effetti sulla Capitale. Da diciotto mesi villa Medici, l’accademia di Francia in Italia, il presidio della cultura francese a Roma, è senza direttore.

 

Nonostante avesse fatto molto bene, nel settembre del 2018 non è stato rinnovato il mandato della direttrice Muriel Mayette-Holtz, che in passato è stata anche amministratore generale della celebre Comédie-Française. Dopo tre anni alla guida dell’accademia a un passo dal Pincio la prassi prevedeva il rinnovo, ma il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha deciso di interrompere per la prima volta questa consuetudine. Dietro alla scelta si nasconderebbe una spietata vendetta tutta a tinte italo-francesi. Nel 2017 Macron ha chiamato all’Eliseo per occuparsi di cultura Claudia Ferrazzi, quarantenne bergamasca e manager culturale di successo. Il curriculum di Ferrazza, malgrado la giovane età, è impressionate: vice-amministratore generale del Louvre, membro del cda degli Uffizi, ma, soprattutto, fino al 2015 segretario generale dell’Accademia di Francia a Roma. Massimo vertice amministrativo a villa Medici. È qui che la sua carriera si incrocia con quella di Muriel Mayette-Holtz nominata direttore dell'accademia nel 2015. Tra le due sarebbe potuta nascere una proficua collaborazione, considerate le due biografie e i due straordinari curriculum, ma invece le due non si prendono affatto. E Ferrazzi fa dopo poco le valige. Tre anni più tardi però la brillante e ambiziosissima manager italiana è alla corte di Emmanuel Macron. E quando deve suggerire al presidente francese se rinnovare o meno Mayette non ha dubbi.

 

Questo fino a settembre del 2018. Dopo il defenestramento, però, non è stata ancora trovata una valida alternativa. Al punto che tra i francesi della Capitale si è diffusa la seria preoccupazione che a Parigi qualcuno pensi seriamente di cambiare destinazione alla villa, che dal mille e ottocento è proprietà dello stato francese. Voci. La realtà, tuttavia, sembra un’altra, strettamente legata a un secondo fattore di questa storia: l’ossessione per il controllo delle nomine del presidente Macron.

 

Ci racconta Jean Pier Darnis, consigliere scientifico dell’istituto affari internazionali, professore di italianistica all’università di Nizza ed esperto delle relazioni diplomatiche italo-francesi (è analista di politica internazionale presso lo IAI): “Anche l’ambasciata presso la Santa sede è rimasta per più di un anno senza ambasciatore. Il ministero degli Esteri francesi aveva già nominato Elisabeth Beton Delègue, ma Macron la voleva incontrare personalmente prima di inviarla a Roma, solo che non aveva il tempo per farlo”.

 

Secondo Darnis si tratta di un grave errore. “È assurdo – spiega – lasciare scoperta una casella così prestigiosa e importante”. Soprattutto perché nell’ultimo anno e mezzo le sparate antifrancesi del precedente governo hanno peggiorato le relazioni politico-diplomatiche tra i due paesi. E la propaganda giallo-verde ha contribuito anche a ridestare tra gli italiani anche un sentimento antifrancese percepito da diversi residenti a Roma e non solo con comportamenti che Darnis definisce “francamente stupidi”. “Una mia amica – racconta – tornando da Parigi ha portato del pane francese per farlo assaggiare ai colleghi, uno di loro l’ha aggredita gridando che il pane italiano è più buono e che il suo è stato un gesto arrogante”. Villa Medici rimane senza direttore, ma anche il più bravo del mondo non potrebbe estirpare l’idiozia.