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Dal 4 marzo a oggi. La telenovela del fallimento giallo-verde

Consultazioni, contratti, accordi fatti e disfatti. Dalle elezioni all'incarico a Cottarelli: come siamo arrivati allo stallo di questi giorni

28 Maggio 2018 alle 12:50

Dalle elezioni del 4 marzo non esce un chiaro vincitore, ma solo un chiaro sconfitto: il partito democratico. La coalizione di centrodestra ottiene il 37 per cento, con il trionfo della Lega che supera Forza Italia. Ma il M5s è il primo partito, con oltre il 32 per cento dei consensi. Reduce dalla "netta sconfitta", Renzi annuncia che lascerà la segreteria del Pd ma dopo la formazione del Governo. Nel Pd inizia l'era Martina, segretario-traghettatore fino all'Assemblea.

 

A Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato il mandato a Matteo Salvini a incontrare il M5S per cercare una soluzione per le presidenze di Camera e Senato. Tutti e tre escludono intese col Pd. Il leader della Lega chiama Di Maio: è un primo avvicinamento.

 

Dall’intesa Lega e 5stelle escono i presidenti di camera e senato: Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati. Si apre la fase delle consultazioni. Di Maio prova a tenere socchiusa la porta al Pd: "Siamo aperti a tutti". Ma arriva l'alt di Travaglio: "Se va con Lega gli servirà una scorta".

 

Di Maio su La7 propone come candidato premier un “contratto di governo”: sì alla Lega e al Pd “derenzizzato”. Immediato il no dei democratici.

 

Il 10 aprile le prime consultazioni, ma non emergono intese e servirà un nuovo giro. Sempre più tesi i rapporti tra la Lega e il M5S sul ruolo di Berlusconi, che Di Maio vorrebbe fuori dai giochi. Il centrodestra invece serra le fila.

 

Parte il secondo giro di consultazioni. Le battute non concordate di Berlusconi contro i Cinquestelle alla fine dei colloqui allontanano una soluzione. Il Pd esce dal bunker e si dichiara pronto a incontrare chi sarà incaricato da Mattarella “per confrontarsi sui punti programmatici”.

Tutti i protagonisti della partita sono all'inaugurazione del Vinitaly, che si fa crocevia della politica italiana. "Se Di Maio vuole il forno di Renzi si accomodi", dice Salvini riprendendo una metafora del capo dei Cinquestelle che aveva detto: "Aspetto qualche giorno, poi uno due forni chiude".

 

Il 18 aprile Mattarella dà mandato esplorativo alla presidente del Senato Casellati ma il 20, l'esito delle sue consultazioni si risolve in un nulla di fatto.

 

Il 22 aprile il centrodestra vince le regionali in Molise. Il giorno dopo il presidente della Repubblica dà incarico esplorativo a Fico.

 

Di Maio scarica Salvini e apre al Pd. Martina si dice disponibile. "C'e' dialogo, il mio mandato si chiude con esito positivo", esulta Fico il 26 aprile. Ma per tirare le somme, Mattarella attende la Direzione del Pd.

 

29 aprile: trionfo della Lega in Friuli Venezia Giulia. Alla sera Renzi, da Fabio Fazio, rompe il silenzio che si era autoimposto e nega la fiducia a un esecutivo a guida cinque stelle. Martina lo attacca: "Così rischiamo l'estinzione".

  

3 maggio: arriva l'attesa riunione della Direzione del Pd che ritrova l'unità su una mozione di Martina e accoglie anche le posizioni di Renzi. Si fa strada l'ipotesi di un governo di tregua o istituzionale, che non piace però né alla Lega né ai Cinquestelle. Dopo la breve parentesi "governativa" il Movimento rispolvera il lessico barricadero. "Traditori" del Popolo è la parola d’ordine.

 

Il 4 maggio Grillo rilancia l’ipotesi di un referendum sull’euro. Per di Maio è solo una battuta.

  

Terzo giro di consultazioni. Il Presidente della Repubblica rompe gli indugi e annuncia l'eventualità di un Governo neutrale che dovrebbe concludere la sua attività a fine dicembre per andare subito dopo a elezioni. M5S e Lega restano contrari e chiedono elezioni subito, prima il 24 giugno, poi l’8 luglio, poi il 22 luglio, in piena estate.

 
 
Il 7 maggio, Di Maio annuncia un passo indietro sulla premiership.

 
Il 9 maggio, toglie anche il veto su Berlusconi e dice che la colpa dello stallo è di Renzi. Berlusconi dà l’ok a un governo Lega-M5s, senza votare la fiducia. I due vincitori delle elezioni chiedono 24 ore a Mattarella. 

 

15 maggio: Huffington post rivela una prima bozza del programma di governo, stilato a Milano da Salvini e Di Maio.

 

21 maggio, i leader di Lega e M5s salgono al Colle da Mattarella e indicano Giuseppe ConteE come premier. Il presidente della Repubblica si consulta coi presidenti di Camera e Senato.

  

22 maggio. Sembrava quasi fatta ma l'accordo tra Lega e M5s sul candidato premier e sulla squadra di governo sembra di nuovo prendere il largo. La rincorsa verso l'incarico al candidato giallo-verde e a seguire la delicata architettura di pesi e contrappesi tra le due forze politiche inizia a scricchiolare sotto il peso di due macigni: il fardello di Paolo Savona, candidato al Tesoro (che Matteo Salvini vuole fortemente ma che lascia dubbioso il Colle) e il profilo del candidato premier portato da Luigi Di Maio, finito sotto la lente dei giornali di tutto il mondo per la vicenda del curriculum ritoccato.

   

23 maggio. Ci siamo. Alle 17.30 Mattarella convoca Conte al Quirinale e gli assegna l’incarico, che lui accetta con riserva.

  

25 maggio, Conte sale al Quirinale ma senza lista dei ministri. La trattativa per il governo Lega-M5s è in salita e i tempi si allungano ancora. I cinque stelle e la Lega blindano Savona, possibile ministro dell'Economia nonostante i richiami di Mattarella, che dice no ai "diktat". "Sono davvero arrabbiato", scrive Salvini su Facebook. Lo spread tocca quota 215.
   

La sera di domenica 27 maggio è la notte più lunga della Repubblica: Mattarella riceve Conte, che scioglie le riserve e rimette l'incarico di formare il governo. Il presidente della Repubblica spiega che il problema è l'aut aut della Lega sul nome di Savona, considerato inadatto per le sue posizioni sull'euro. Inizia la crisi istituzionale. Mattarella convoca l'ex commissario per la spending review, Carlo Cottarelli.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    03 Giugno 2018 - 19:07

    E l’impeachment di Di Maio dove lo lasciamo? E la Meloni che si aggrega? E i selfie di Salvini? E l’arena di Giletti? E Di Maio da Fazio? E Savona dio in terra? E le finestre di Di Maio senza bandiere? E Di Maio ginuflesso da Mattarella che chiede scusa? La faccia sua. Cioè quell’altra. Un grande grazie a Mattarella che ha retto con dignità e fermezza il punto più critico di tutta la storia repubblicana da dopoguerra ad oggi.

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  • quadroemerito

    28 Maggio 2018 - 16:04

    Mi sarebbe piaciuto commentare parafrasando il famoso bollettino del generale Diaz e dire: "I resti di quello che fu uno dei più arroganti partiti del paese discendono disordinatamente e senza speranza il colle che avevano affrontato con orgogliosa sicurezza". Poi, però, mi rendo conto che in questa Italia bizzarra, da troppo tempo in preda a un'ubricatura molesta, c'è il forte rischio che quanto accaduto volga a loro favore. Hanno ormai fatto passare il messaggio che "le forze del Male" vogliono impedire il cambiamento, che loro sono dalla parte della ggggente, dei risparmiatori truffati, che le grandi opere non servono, che medici e scienziati sono al soldo delle multinazionali del farmaco e via delirando. Spero tanto di sbagliarmi ma temo che stavolta la cupa profezia del baffino possa avverarsi.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    28 Maggio 2018 - 16:04

    Dal 4/3 al Gurocrate:dalle elezioni ai"Magnifici sette".Con i Magnifici 7 si torna indietro di circa 50 anni(10 più o 10 meno):per noi "cinofili"sono i Magnifici mentre per Carlo che è( un padre di famiglia con zainetto)sono peccati italiani:"Evasione fiscale,burocrazia,corruzione,lenta giustizia civile,demografia,divario economico Nord Sud "(*)e,derivato da essi,Ma davvero?,"l'incapacità di convivere con l'Euro"(*).Nessuno, dal 68 a oggi ha mai avuto la volontà, la capacità politica, la voglia di,non dico eliminare,ma iniziare a aggredire i primi 6 "Magnifici" peccati che ci hanno poi fatto vivacchiare,rispetto agli altri dell'Unione, in Europa. Per favore dal Foglio al Corriere, dai LEU a PD a Fi, da Lega a 5S A Fr.d'IT, meno chiacchierismi, populismi,gargarismi intellettuali e più fatti; per quanto riguarda mr Mattarella non sempre"a tutti i costi"e sottovalutare i risultati elettorali (Cdx) son cose buone e saggie. Spread adesso(16.30) 233 (*) "I 7 peccati capitali"di C.Cottarell

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  • aurundo

    28 Maggio 2018 - 15:03

    non so se un breve corso di dirito costituzionale avrebbe cambiato la posizione di Di Maio, giacché per apprendere occorre comunque occorre studiare ed avere una mente aperta. Fatto sta che l'art. 92 della Costituzione prevede che "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri". Non è previsto che la scelta dei ministri sia determinata dalla sottoscrizione di un contratto di diritto privato tra i capi dei partiti che verosimilmente potrebbero votare la fiducia al premier in pectore. Anzi, ricordo che "l'art. 289 del codice penale dispone che "E' punito con la reclusione da uno a cinque anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette atti violenti diretti ad impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente: 1) al Presidente della Repubblica o al Governo l'esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge; 2) alle assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte

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    • ancian99

      28 Maggio 2018 - 19:07

      Condivido la sua impostazione e il riferimento all'art.289 del codice penale cui si può collegare quanto previsto dall'art.283 del codice penale . Se di manovre extra- o anti- costituzionali si vuol parlare , alcuni leaders politici dovrebbero stare attenti a non reagire con violenza e stupidità o furbizia, allo scopo di far insorgere le masse contro chi è realmente garante della Costituzione. Sarebbe la fine dell'Italia, come Stato o come Nazione facente parte, dal 1957, della Comunità e, successivamente, dell'Unione Europea.

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    • Skybolt

      28 Maggio 2018 - 17:05

      Aurundo, dove li ha visti gli atti violenti? Su quell'articolo si sono spaccati la testa in tanti fini Costituzionalisti (Onida per esempio non attribuisce al Capo dello Stato poi così tanta autonomia di giudizio). Lei che testo consiglierebbe al buon Di Maio? Salvini, non so se ha notato, ma non parla di impeachment... solo di scelta politica. Mettiamole i fari a questa civetta di Minerva, che magari li distingue i colori di queste benedette vacche...

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      • giusbo54

        28 Maggio 2018 - 20:08

        Premesso che credo che la scelta di Mattarella sia sbagliata, penso che se Salvini voleva davvero fare il governo con i 5s accettava Giogetti all'economica, non era certo umiliante per lui. Diciamo che ha colto al volo l'occasione che gli hanno offerto per sfilarsi e presentarsi come vittima dei soliti complotti. Morale della favola, Salvini torna all'ovile berlusconiano, vince le elezioni e governa con il centro destra. E i 5s stanno a guardare

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