Perché all'Italia serve un partito di destra (che non c'è)

Servirebbe una forza politica che difendesse le istituzioni in quanto scheletro del Paese e che prendesse, orgogliosamente, le parti degli ottimati contro i populisti

28 Maggio 2018 alle 18:49

Perché all'Italia serve un partito di destra (che non c'è)

Matteo Salvini e Giorgia Meloni (foto LaPresse)

Non so se i Fratelli d’Italia daranno seguito alla proposta di impeachment per Mattarella, né se il Movimento 5 Stelle e la Lega li seguiranno davvero su questa strada in nome della democrazia diretta e del sovranismo. So tuttavia che a questo punto servirebbe un partito che difendesse le istituzioni in quanto scheletro del Paese e che, con John Locke, rivendicasse la necessità dell’istituto della prerogativa, ossia quel margine di azione che consente a un capo di Stato di avere le mani legate per compiere il male ma di averle libere per compiere il bene dei cittadini. Un partito che prendesse espressamente, orgogliosamente, le parti degli ottimati contro i populisti e della gerarchia delle competenze contro la demagogia antielitaria. Un partito che, contro gli approssimativi sostenitori della supremazia della sostanza, dei programmi votati coi like e dei contratti improvvisati, ricordasse che la forma e il rituale sono fondamentali per ristabilire l’ordine lì dove c’è caciara. Ci vorrebbe insomma un partito di destra perché, a quanto pare, in Italia non ce ne sono.

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  • branzanti

    28 Maggio 2018 - 23:11

    L'esperienza del ventennio e la successiva pregiudiziale "antifascista" evocata in ogni occasione dal PCI hanno impedito la possibilita' di pensare in termini di contrapposizione fra destra e sinistra, essendo destra una parola impronunciabile. Cosi' nel periodo dei partiti tradizionali (di cui confesso di essere nostalgico) la bandiera della destra era portata da un partito come il MSI, che si considerava erede della tradizione corporativa e le posizioni piu' favorevoli all'ancoraggio occidentale del paese ed all'economia di mercato erano sostenute dal PRI (di cui feci parte anch'io) e dal PLI, che erano partiti centristi, e da qualche frangia della DC. Le posizioni che giustamente l'articolo invoca erano e sono rimaste, purtroppo, minoritarie e questa condizione rappresenta un elemento di debolezza del nostro sistema politico.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Maggio 2018 - 20:08

    Caro Gurrado - La vulgata politica, sostenuta da tutti i partiti che hanno fatto la più bella del mondo e somministrata dal 1945 alle masse italiche è rappresentata dall'equazione "destra = Fascismo". Capisce vero, che nella situazione data, i sovranisti stirpe dannata, pensare ad soggetto politico, come quello tratteggiato da lei, sia un sogno di mezza estate? I nodi, le storture native sono venuti al pettine. Allora? Se pensiamo a cosa sarebbe indispensabile per uscirne, tremano le vene e i polsi.

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  • albertoxmura

    28 Maggio 2018 - 19:07

    All'epoca di John Locke vigeva la monarchia assoluta. Pretendere che il PdR sia equiparato a un monarca assoluto mi sembra del tutto fuori luogo. Nel nostro ordinamento il ruolo del PdR è quello di garante e di arbitro super partes. Purtroppo, invece, abbiamo (e abbiamo avuto) presidenti che pensano di avere le prerogative dei monarchi (tra cui quella di considerare il governo una loro creatura).

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