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L'entusiasmo equivoco sullo smart working

Il lavoro smart è davvero intelligente? Breve indagine, anche etimologica, su una parola decisiva del nostro tempo e sulla sua fuorviante traduzione

3 Marzo 2020 alle 09:53

L'entusiasmo equivoco sullo smart working

Le misure emergenziali imposte dal coronavirus hanno amplificato il dibattito sullo smart working, pratica amata a parole ma ambigua nella concezione e nei risultati

Il Pensiero dominante di questa settimana nasce da una suggestione via Twitter, al solito arguta, del grande linguista e neuroscienziato Andrea Moro: “Interessante notare che il lavoro a distanza non venga più chiamato ‘telelavoro’ ma ‘smart working’: ‘lavoro intelligente’. L’implicazione è imbarazzante”. Poiché questa pagina ha l’ambizione, puntualmente delusa, di mettere a fuoco qualche idea fissa dietro alla superficie mobile dei fenomeni, lo spunto offre un buon punto di partenza. Non tanto e non solo per interrogarsi sull’efficacia della pratica...

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Mattia Ferraresi

Mattia Ferraresi

Nato nella terra di Virgilio e cresciuto in quella di Tassoni, ora vive nel quartiere di Tony Manero. E’ il corrispondente dagli Stati Uniti. Ama, con il necessario distacco penitenziale, il Lambrusco e l’Inter. Ha scritto alcuni libri su cose americane e non, l’ultimo è “La Febbre di Trump” (Marsilio). Sposato con Monica, ha due figli, Giacomo e Agostino.

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Commenti all'articolo

  • ugo serena

    ugo serena

    19 Giugno 2020 - 22:55

    Sono d'accordo che smartworking e lavoro intelligente non siano sinonimi. Si può lavorare intelligentenente da casa, da un bar e persino da un ufficio anche se questa ultima scelta è più inquinante e costosa. La cosa importante è lavorare per obbiettivi in modo autonomo e privo di burocrazia. Il fatto di lavorare a Wall Street piuttosto che in una spiaggia nel sud est asiatico dovrebbe essere fatta dal lavoratore che va considerato un professionista responsabile anziché un bambino scansafatiche

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  • leless1960

    03 Marzo 2020 - 14:38

    La densità avrà anche effetti positivi, e come in un matrimonio se non ti conosci e non fai l'amore non fai tanta strada. Ma dopo, una volta accertati interessi, ruoli e obiettivi comuni, è più efficace passare più tempo lontani di quanto se ne passi appiccicati, se vuoi che la relazione duri. Ci sono milioni di lavoratori della mente (si fa per dire) che se stanno alla scrivania o sul divano possono svolgere l'identico lavoro: perché costringerli a farsi due ore al giorno di metropolitana (se bastano)?

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