Congiunti d'Italia

Guido Vitiello

Non esistendo (più) una camera suddivisa per categorie professionali, i meloniani hanno improvvisato la Piazza dei Fasci e delle Corporazioni

A un primo occhio distratto la coreografia poteva ricordare i flash mob delle sentinelle in piedi, ma a guardar meglio il modello era più antico, era l’agmen quadratum della fanteria romana. Schierati come una falange davanti a Palazzo Chigi, i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni sono diventati, per l’occasione, Congiunti d’Italia: due metri di distanza l’uno dall’altro, catafratti di guanti e mascherine tricolori. Parlamentari e consiglieri regionali del Lazio sono scesi in piazza in rappresentanza dei tanti italiani che avrebbero voluto manifestare ma non hanno potuto, e non certo italiani generici o elettori senz’altre determinazioni: “Ognuno di loro rappresenta simbolicamente una delle categorie che oggi soffrono, che oggi hanno paura”, ha detto la generalessa. E così, tutti sugli attenti, ognuno con un cartello in pugno a guisa di gonfalone delle arti e dei mestieri: Artigiani, Tassisti, Albergatori, Estetisti, Giostrai, Ballerini, Magistrati onorari, Ambulanti, Parrucchieri... Cartelli bianchi, rossi, verdi. Qualcuno potrà obiettare che i rappresentanti sono stati appunto votati per rappresentare – e non per strada, bensì nelle sedi istituzionali. Ma non esistendo (più) una camera suddivisa per categorie professionali, i meloniani hanno improvvisato la Piazza dei Fasci e delle Corporazioni. E’ inspiegabile, però, che abbiano voluto chiamare il flash mob “Il silenzio degli innocenti”, con imprudente nuance cannibalesca. Magari la Meloni non sarà Rita Hayworth, ma il titolo giusto era: “Gilda”.