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Il Dio dello smarrimento

Il dibattito sulle messe con il popolo ha oscurato la grande domanda: si tornerà a vivere la fede come prima? La creatività dei sacerdoti e il rischio di sopravvalutare la potenza delle immagini

3 Maggio 2020 alle 06:00

Il Dio dello smarrimento

ll cardinale arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, s’è detto sicuro che appena possibile le chiese si riempiranno. Non tutti, però, ne sono convinti (foto Reuters)

Messe in chiesa o all’aperto, a numero chiuso e con prenotazione, con sedie al posto dei banchi e con continue sanificazioni. Magari pure con l’ostia distribuita tramite pinzette o erogatori. Si discute, e pure con fervore, sulla ripresa delle celebrazioni liturgiche alla presenza dei fedeli – celebrazioni e non “cerimonie”, come maldestramente i primi decreti governativi avevano messo per iscritto. La Conferenza episcopale italiana, per mesi convinta d’avere un canale di confronto privilegiato con Palazzo Chigi, ha scatenato fuochi e...

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Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • nemus149

    07 Maggio 2020 - 08:19

    Premesso che da cent'anni radio vaticana connette senza tanto chiasso a qualsiasi ora i cattolici dalla Patagonia a quelli di Varese,delle due l'una: o l' unione con Dio è solo spirituale e allora perché mi offrono con tanta enfasi la vista "in diretta" di un vescovo in modo desueto che non "celebra" (perché in latino celebrare è riunirsi in folla) in un ambiente a dir poco desolato? Lo spirito, se è spirito, unisce a prescindere da tempo e luogo immagini e musica. Oppure credo nella Eucarestia come cibo che da vita e allora io, fedele, sono stato privato (giustamente?) dai miei pastori di un bene (il cibo) insostituibile. E insieme al comandamento "stare a casa", occorreva ripetere sempre quello di aiutare anche coloro cui era "proibito" avvicinarsi, se richiesto dalla carità (prendendo anche una multa se necessario). Non torneremo quindi come prima, ma con qualche piccola riflessione in più su concordati, costituzione, otto per mille, e simili.

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  • Cacciapuoti

    03 Maggio 2020 - 11:48

    addirittura! Quanto apocalittici....

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  • joepelikan

    03 Maggio 2020 - 11:47

    Vito Mancuso si conferma teologo al servizio del mondo e, sospetto volutamente, si dimentica dell'Eucaristia, che ben fu istituita da Cristo ("fate questo in memoria di me") e che non si contrappone alla preghiera intima e individuale. E' solo l'ennesimo ripugnante tentativo degli ateisti di separare Cristo dalla sua Chiesa. Del resto dalla fauna hegeliana-gnostica il cui dio non è Nostro Signore, ma colui che anziché Eugenio meglio sarebbe chiamare Kakogenio, non ci si può aspettare altro. Invece bravissimo, come sempre, Matzuzzi. (PS non concordo che in Francia si paghi il prezzo del giacobinismo, temo si paghi ben di più la politicizzazione del Cristianesimo nella prima metà del '900. Uno Stato ostile è sempre stato fonde di energia per la Chiesa).

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