Il M5s Lazio propone la sua legge no vax

Enrico Cicchetti

Stop a ogni obbligo, vaccinazioni personalizzate, periodi di "quarantena" per i bambini vaccinati e prevenzione basata sulla "nutrizione preventiva". L'assurda proposta firmata Barillari e Lombardi

Il M5s Lazio ha presentato una proposta di legge per la revisione del sistema vaccinale della regione, a prima firma dei consiglieri regionali Davide Barillari e Roberta Lombardi. "Inutile usare giri di parole, una proposta tutta 'free vax' oriented", scrive Quotidiano sanità, che per primo riprende il testo della proposta grillina (si può leggere integralmente qui). Stop a ogni obbligo, vaccinazioni personalizzate con analisi pre vaccinali e follow up, acquisto di vaccini in formato monocomponente e addirittura periodi di "quarantena" di 4-6 settimane che le scuole dovrebbero riconoscere ai bambini vaccinati. Ritorna insomma il mondo capovolto immaginato dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, con i bimbi immunodepressi a casa e quelli non vaccinati nelle aule. Qui declinata in una sorta di "isolamento" per i bambini vaccinati, da sorvegliare per un mesetto. Ma il meglio deve ancora arrivare: perché nel testo c'è anche la proposta di una prevenzione basata sulla "nutrizione preventiva", un vecchio cavallo di battaglia del consigliere Barillari. E anche del medico radiato Roberto Gava. Potenziare l’organismo tramite l’alimentazione: bene. Ma non per per evitare i vaccini, vero?

   

Chissà cosa ne pensa la ministra della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, che solo poche settimane fa ribadiva l'importanza delle vaccinazioni, un "presidio fondamentale di prevenzione primaria", pur se sul tema dell'obbligo vaccinale sosteneva, in diretta tv, che “si può graduare: nell'intensità, nel tempo e anche a livello territoriale”.

   

Tra i principi della nuova proposta di legge c'è il fatto che la regione "tutela e promuove il principio di precauzione anche nella pratica vaccinale, nonché la democratizzazione della medicina, la libertà di scelta terapeutica, o la collaborazione del paziente con il medico per la co-definizione del percorso terapeutico". Insomma, uno (paziente) vale uno (medico).

  

Non mancano altre meraviglie. All'articolo 3 si spiega che, prima della vaccinazione, il pediatra dovrà raccogliere una "dettagliata anamnesi dei genitori, dei parenti prossimi e del bambino stesso, considerando tutti i fattori che influenzano la salute di quest'ultimo nella sua globalità, perché su di lui si ripercuotono anche le condizioni socio-ambientali del territorio in cui vive il nucleo familiare, ossia dati economici, nutrizionali, tossicologici e psico-comportamentali dei componenti della sua famiglia; pediatri e medici sono tenuti a valutare con particolare attenzione le condizioni cliniche e di analisi che prospettano la necessità dell'esonero o del differimento della vaccinazione". All'articolo 4 si spiega che, al momento della vaccinazione, "l'individuo deve essere in condizioni ottimali, sia fisiche che psichiche, e deve essere in possesso del certificato di nulla osta rilasciato nelle 24/48 ore precedenti". 

  

 

"Subito dopo la presentazione", scrive sulla sua pagina Facebook Davide Barillari, "la proposta di legge di riforma del sistema vaccinale verrà inserita nella piattaforma Rousseau, al fine di ricevere ulteriori suggerimenti e pareri, sempre più convinti che un nuovo modello di governance si attua anche con il coinvolgimento pieno e consapevole dei cittadini nelle scelte della politica". Chi sono i cittadini a cui il M5s si è rivolto per la redazione di questa "legge dal basso"? I soliti noti, ovvero le associazioni che difendono i genitori free-vax. 

      

Circa due mesi fa infatti, veniva organizzato e presentato su Fb proprio da "Davide Barillari M5S Regione Lazio" e "MoVimento 5 Stelle Lazio", un evento dal titolo "Tavolo tecnico regionale per la revisione del sistema vaccinale", con lo scopo di “raccogliere tutti i contributi di associazioni, professionisti, comitati e genitori, per scrivere in modo partecipato e condiviso una nuova legge regionale, in attesa dell’abrogazione dell’obbligo imposto dalla famigerata legge 119/2017“. Peccato che tra i partecipanti ufficiali ci fossero associazioni antivacciniste come Auret (che sostiene la correlazione tra vaccini e autismo), Comilva e Corvelva (quella dei manifesti con i – finti – bambini morti per vaccino). E persino Rip, acronimo (infelice) di ''Riprendiamoci il pianeta-Movimento di resistenza umana'' che ha commissionato la campagna contro i vaccini per la quale pochi giorni fa c'è stata la prima condanna per procurato allarme di una militante no vax. "Tutte le ulteriori realtà rappresentative (Fimmg, Fimp, Simpef, ecc) verranno chiamate in audizione in Commissione Salute e Politiche Sociali, una volta presentata ed incardinata la legge, alla fine del percorso di elaborazione dal basso", concludeva l'invito di Barillari. Come dire: i medici, i pediatri gli immunologi e gli esperti di epidemiologia saranno chiamati a chiudere la stalla, dopo che la legge no vax sarà già scappata.

  

Davide Barillari insomma non è nuovo alla campagna free vax del Movimento, anzi ne è un vero paladino. Il 14 settembre 2017 aveva condiviso un articolo del sito satirico Lercio dal titolo “La figlia di Roberto Burioni rifiutata dalla scuola: non è vaccinata”.  E aveva rilanciato sulla sua bacheca Twitter la fake news antivaccinista del dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, accusato di far parte del Cda della Glaxo, multinazionale che produce vaccini. 

  

 

   

Nel marzo 2017, aveva deciso di schierare le cinque stelle contro una norma dalla regione Lazio che rendeva obbligatori i vaccini per i bambini desiderosi di iscriversi a un asilo pubblico, spiegando che questi prodotti, come per esempio l’esavalente, non possono essere imposti a genitori che, aperte virgolette, “lo fanno solo perché glielo ordina il medico o il pediatra”. E durante la giornata contro l’obbligatorietà vaccinale (qui il nostro video), con le sigle del mondo anti vax radunate davanti a Montecitorio, il consigliere grillino si era fatto alfiere della loro campagna: “C’è già pronta una riforma sanitaria per quando andremo al governo – aveva detto alla piazza con il megafono – ci saranno centri vaccinali in cui si daranno informazioni sui danni provocati dai vaccini”.