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“Mi espellano pure, ma non mi piego ai No Vax”. Parla Fattori (M5s)

La senatrice vota contro il proprio gruppo. “Vaccinare i bimbi è sacrosanto; questa proroga è un artificio. Basta ambiguità”

4 Agosto 2018 alle 06:00

“Mi espellano pure, ma non mi piego ai No Vax”. Parla Fattori (M5s)

La senatrice M5s, Elena Fattori (foto Imagoeconomica)

Roma. Se le si dice, scherzando, che dopo quello che ha combinato verrà sicuramente espulsa dal M5s, sospira: “No, dai, non credo”. Poi ci ripensa e aggiunge: “Se una senatrice deve essere cacciata per avere espresso le proprie fondate convinzioni, allora così sia”. Le proprie convinzioni, Elena Fattori le ha espresse da pochi minuti, quando risponde al telefono. Prima di salire in auto e mettersi in viaggio verso la sua Genzano, tra i Castelli romani, a Palazzo Madama ha dichiarato il proprio “indignato voto contrario” sull’emendamento presentato da Lega e M5s al decreto milleproroghe: quello che, poi approvato dall’Aula, rinvia all’anno scolastico 2019/2020 l’obbligo di vaccinare i bambini che chiedono l’iscrizione alla materna. “Un decreto brutto, nel metodo e nel merito”, dice la senatrice del M5s, che già a inizio luglio, con un coraggioso messaggio pubblico inviato al ministro della Salute Giulia Grillo, aveva ricordato la sua tribolata esperienza di mamma di un “bimbo fragile”, costretta a rinunciare a vaccinare suo figlio e a temere poi per la sua incolumità.

 

“Nel metodo, dicevo, perché abbiamo contestato a Beatrice Lorenzin di avere legiferato per decreto su un tema delicato come questo. Allora chiedevamo la convocazione degli ‘stati generali’, un dibattito franco. E ora, invece, il M5s ricorre a un artificio degno della peggiore vecchia politica, inserendo un emendamento a un decreto milleproroghe, ad agosto”. E nel merito? “Nel merito si crea confusione, senza dare alcuna garanzia di investire nell’informazione e nella divulgazione. Insomma, una proroga che è addirittura peggiore di un’abolizione dell’obbligo, perché genera una pericolosa ambiguità”.

 

Non è stata l’unica del M5s, la Fattori, a votare contro. Lo ha fatto anche Raffaele Mautone, pediatra; e Mariolina Castellone, oncologa e ricercatrice al Cnr, pure lei arruolata da Luigi Di Maio tra i “supercompetenti”, non ha partecipato alla votazione. “Se è così, vuol dire che sicuramente c’è imbarazzo nel dovere obbedire a indicazioni dall’alto tutt’altro che condivise”, dice Fattori. Eppure, nella stessa Aula di Palazzo Madama, un’altra sua collega, Paola Taverna, ha descritto i centri vaccinali come posti orrendi dove si marchiano i bambini nemmeno fossero bestie. “Non ci posso credere. Lo trovo offensivo verso il lavoro prezioso del personale sanitario”.

 

Ma insomma, al di là delle singole espressioni, l’ipocrisia resta: si può essere davvero, per dirla alla grillina, “a favore della massima copertura, ma contrari all’obbligo”? “Io credo che quando si è all’opposizione si può pure conciliare l’inconciliabile, sostenendo tesi tra loro contrastanti; quando si governa bisogna fare una scelta di chiarezza. E credo che ora spetterà al ministro indicarla”. Il voto di oggi, allora, svela l’identità No Vax del M5s? “Non lo accetto. Anche perché, su questo tema, nel Movimento non si è mai davvero discusso. E temo che l’intero gruppo parlamentare si sia rassegnato a seguire le posizioni di una minoranza rumorosa, priva di senso civico, ma in fondo esigua. E poi, è innegabile, paghiamo ancora gli spettacoli di tanti anni fa di Beppe Grillo, all’epoca in cui si era lasciato traviare da certi movimenti No Vax. Ora credo che lui si sia ricreduto, ma forse c’è qualcuno che vuole riproporre le sue vecchie idee. Sarebbe meglio, allora, fare una votazione online, chiedere non solo agli iscritti, ma anche ai milioni di italiani che ci hanno votato, di esprimersi. Così evitiamo questa incoerenza. Ed evitiamo pure che la linea venga stabilita sulla base della convenienza elettorale del momento, magari nella rincorsa alla Lega”. Ma è indubbio che il M5s stia lisciando il pelo ai No Vax, ormai. “E’ così: mi dispiace ma a questo punto mi arrendo anch’io all’evidenza. E non paga né dal punto di vista culturale, né da quello elettorale, visto che la campagna in Lazio di Roberta Lombardi, combattuta anche contro di me e con toni apertamente No Vax, non è stata un grande successo”.

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