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Il governo vuole i no-vax in classe e gli immunodepressi a casa

Studiassero a casa loro. La sconcertante risposta del ministro dell'Istruzione ai bambini che rischiano di morire per colpa di quelli non vaccinati

6 Luglio 2018 alle 18:28

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Roma. “Tra qualche mese nascerà il mio primo figlio, ovviamente sarà mia premura farlo vaccinare, esattamente come il 96 per cento degli italiani”. Ieri il ministro della Salute, Giulia Grillo (M5s), ha voluto sottolineare, con l'annuncio della prossima nascita del figlio, che non è una no-vax. Ma ha anche detto che "ci sono delle legittime preoccupazioni dei cittadini che devono avere risposte". Le parole del ministro Grillo sono arrivate subito dopo la presentazione della circolare ministeriale che prevede l’autocertificazione (al posto della certificazione delle Asl) per l’accesso a scuola per il prossimo anno scolastico – che di fatto depotenzia il decreto Lorenzin prevedendo una dichiarazione sostitutiva  – e l'annuncio di una nuova legge che è già allo studio: “Non manterremo l’obbligatorietà dei vaccini come previsto oggi”, ha puntualizzato Grillo. In questo modo, i genitori che non intendono vaccinare i figli potranno comunque iscriverli al prossimo anno scolastico senza rischiare di essere sanzionati (come previsto per la scuola dell'obbligo dal dl Lorenzin), se disposti a dichiarare di aver almeno prenotato l'appuntamento per la somministrazione del vaccino. Per combattere la possibilità di ricevere dichiarazioni false, la circolare prevede solo controlli a campione.

    

E' dunque molto probabile che con l'autocertificazione si diffonderà la presenza nelle classi di bambini non vaccinati senza che neppure lo si possa sapere con certezza. Come scrivevamo su queste colonne, permettere ai bambini non vaccinati di andare a scuola non è un modo per difendere la libertà di scelta dei genitori. È un modo per mettere in pericolo le vite dei bambini che non potendosi vaccinare (perché immunodepressi, ad esempio) hanno bisogno di avere attorno a sé il numero più alto di bambini vaccinati per non prendersi malattie da cui non possono difendersi.

   

Durante la conferenza stampa di ieri, a un giornalista che chiedeva cosa sarebbe successo ai bambini immunodepressi che ora rischiano la vita in classe, visto che con le autocertificazioni non è più controllata l'obbligatorietà delle vaccinazioni, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha dato una risposta preoccupante: “Non è solo una questione di immunodepressi, ci sono tanti ragazzi che soffrono di diverse patologie. Sono già previste la scuola in ospedale, la scuola parentale. Quindi delle forme di organizzazione che permettono a questi ragazzi di seguire, come fossero presenti in aula, il loro percorso di studi e non abbandonarlo”. Insomma, si permette la "libertà" di scelta ai no-vax e l'ingresso in aula dei loro figli, costringendo invece gli altri bambini, quelli che i vaccini non possono farli per motivi seri e gravi, a studiare a casa (a spese proprie) o in ospedale.

  

   

"Sconcertante risposta del governo", scrive sul suo canale YouTube Pro-Test Italia, che ha diffuso il video.

 

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Commenti all'articolo

  • fiorevalter

    07 Luglio 2018 - 00:12

    se questo è un ministro...

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  • guido.valota

    06 Luglio 2018 - 23:11

    Questo ministro potrebbe fornire l'occasione per reintrodurre le classi differenziali. Dopo un anno non riesci ancora a disegnare i cerchiolini sul quaderno a quadretti? Ripeti la prima elementare facendo cerchiolini con quelli come te finché non ci riuscite, tutti quanti: vi stiamo fornendo l'opportunità di non crescere grillini.

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  • branzanti

    06 Luglio 2018 - 22:10

    Forse c'è una importante fetta di italiani che avrebbe bisogno di vaccinarsi. Per ripristinare il buon senso!!! "O senno tu sei fuggito alle bestie brute" dice Antonio nella sua orazione funebre e credo sia una citazione quanto mai pertinente (sperando che l'orazione funebre stavolta non sia per l'Italia).

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  • albertoxmura

    06 Luglio 2018 - 20:08

    Non sarei contrario all'autocertificazione di per sé, che costituisce un buon sistema per la semplificazione burocratica. Il problema sta nei promessi controlli a campione. Essi dovrebbero essere abbastanza estesi tali da incutere timore in chi dichiara il falso. Inoltre occorerebbe essere inflessibili. Purtroppo il codice penale è particolarmente indulgente nei confronti di chi commette questo reato (art. 483), prevedendo una pena massima du due anni e nessuna pena minima. Occorrerebbe prevedere, visto che le conseguenze della falsa autocertificazione della vaccinazione possono essere di pregiudizio per la salute di persone indifese, un reato specifico e comminare una pena minima di almeno tre anni, così da garantire, per usare il linguaggio caro agli stessi politici giustizialisti che hanno eliminato la certificazione, la "certezza della pena".

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