Unione di fatto

Marianna Rizzini

20/10/2019

Unione di fatto

Manifestazione della Lega contro la giunta capitolina (foto LaPresse)

La guerra preventiva per la presa di Roma che avvicina negli intenti leghisti e renziani

Roma. Stessa realtà, stessa città. Stesso sindaco (Virginia Raggi). Stesso interesse a partire (o ripartire) da Roma, e proprio dal dopo Raggi. E insomma ci sono due attori sul campo romano, la Lega e l’Italia viva di Matteo Renzi, che, pur avendo e dichiarando diversa natura, si ritrovano, per eterogenesi dei fini, ad avere in comune l’urgenza della battaglia campale sulla città. Intanto, c’è quella data, il 19 ottobre, data in cui Matteo Salvini non soltanto riunirà in Piazza San Giovanni le truppe per dire no al Conte bis, ma anche a Virginia Raggi, con tanto di banchetti per la raccolta firme pro-dimissioni del sindaco. Ed ecco che da Italia viva si alza il grido “ben svegliato Salvini!”. Così dice il deputato Luciano Nobili, che rivendica intanto per i renziani la primogenitura sulla raccolta firme rispetto alla Lega. “Italia viva ha lanciato quattro giorni fa una petizione on-line per cacciare l’arrogante e incapace sindaco. Roma se la può scordare, Salvini. Per noi è fondamentale che Raggi vada a casa perché ha fallito, non ha governato e, quel che è peggio, ha fatto sì che Roma spegnesse la sua ambizione. I romani sono rassegnati a non avere infrastrutture, a veder fuggire gli investitori. Raggi si è presentata come sindaco delle piccole cose, che tappa la buca, e non ha fatto nulla, anzi. Dobbiamo ripartire dalla forze sane, metterle in rete, ritrovare l’orgoglio. La politica in questo caso deve accompagnare. Uso la frase che Francesco Totti ha detto a Daniele De Rossi mentre De Rossi diceva addio alla Roma: ‘Torneremo grandi insieme’”. A partire dalla gestione dei rifiuti: “Tanto rumore sul nuovo cda Ama e dopo tre mesi il nuovo cda Ama si è dimesso”, dice Nobili. Per non dire dei trasporti: “Se entro il 31 dicembre 2020 non saranno presentati gli obblighi giuridicamente vincolanti, cioè i contratti, i finanziamenti ministeriali di 425 milioni per le metro A e B saranno persi”. Rifiuti e trasporti sono anche al centro dell’agenda Salvini su Roma. Dice il consigliere leghista in Comune Maurizio Politi che la gestione della questione immondizia “è l’errore più grande di Virginia Raggi”. E che la road-map leghista verso “la riforma di Roma Capitale” passa per l’istituzione di una città-regione “con poteri autonomi su rifiuti e trasporti”. Restano le differenze sul tema sicurezza, che Italia viva, dice Nobili, “non vuole negare, ma neanche sbandierare come Salvini”, e che Politi vede come prioritario, “a partire dalla neutralizzazione degli effetti perversi delle politiche implementate dalla sinistra”. E resta il parallelo rinfaccio del delitto di alleanza. “Salvini ha governato un anno e mezzo con i Cinque stelle”, dice Nobili; “paradossale che a rivendicare la lotta per le dimissioni di Raggi siano quelli che più si sono spesi per il governo Pd-Cinque stelle”, dice Politi.