Dove finiscono le tasse sui rifiuti di Roma?

Andrea Giuricin

L’elevato costo della Tari deriva da una raccolta rifiuti inefficiente e molto costosa. In futuro i prezzi si alzeranno per riempire i buchi di bilancio di Ama

Roma. La Tassa sui rifiuti a Roma è il tipico esempio di come un’Amministrazione inefficiente chieda ai cittadini di pagare troppo per un servizio che non funziona. L’azienda partecipata da Roma Capitale che gestisce il servizio rifiuti, l’Ama, si trova ancora una volta nel caos. Non solo la spazzatura continua a rimanere per strada, ma al tempo stesso i vertici continuano a cambiare. I problemi si accumulano come la spazzatura e i cittadini ricevono oltre il danno (di un servizio inefficiente e della spazzatura per strada), anche la beffa di una Tari a livelli esageratamente elevata. Secondo uno studio interessante di Confcommercio, un esercizio commerciale come un bar, a Roma paga più del doppio della media italiana (quasi 35 euro rispetto ai 16 euro) e il dato per un ristorante non si discosta molto. Lo stesso succede per i cittadini che si ritrovano a pagare il 20 per cento in più rispetto alla media nazionale per il servizio di raccolta rifiuti di Ama. Ma perché la tassa sui rifiuti è così elevata a Roma? Per via dell’ottimo ed efficiente servizio di raccolta rifiuti? Al di la della semplice ironia è meglio capire meglio cosa sta succedendo in Ama.

 

Al di fuori dell’ennesimo cambio al vertice, stiamo parlando di un’azienda che ha creato negli ultimi due anni un buco vicino ai 200 milioni di euro di perdite. Questo significa che al netto di una Tari a livelli molto elevati, i cittadini romani dovranno pagare presto o tardi, tramite la tassazione generale, questi buchi di bilancio. Ma da cosa deriva questo doppio extra-pagamento dei cittadini romani?

 

E’ relativamente semplice comprendere che di fronte a un prezzo elevato di un servizio, si cela un costo elevato ed inefficiente per la raccolta rifiuti. Per tale ragione è interessante analizzare quale è il costo per tonnellata di rifiuto raccolta a Roma rispetto ai migliori casi italiani. Ama ha un costo di raccolta rifiuti pari ad oltre 400 euro per tonnellata, oltre 150 euro in più rispetto al Friuli Venezia Giulia, dove c’è invece il servizio più efficiente a livello italiano. Ci sono dei fattori strutturali che sicuramente non possono essere cambiati nel breve periodo (mancanza di termovalorizzatori), ma anche una strutturale aziendale di Ama che sembra rispondere più alle logiche politiche che alla reale missione dell’azienda. In realtà in molte altre città del sud Italia, il costo di raccolta rifiuti è molto alto per via di un servizio inefficiente anche dal punto di vista economico. A parità di costi, e sicuramente con un livello di qualità superiore, se i romani avessero un servizio al costo del Friuli Venezia Giulia, potrebbero risparmiare oltre 300 milioni di euro l’anno.

 

Ora è chiaro che il servizio di raccolta a Roma è più complicato, ma anche “normalizzando” il dato, l’extra costo dell’inefficienza di Ama è pari ad oltre 100 milioni di euro. Si spiega così il perché di una tassa sui rifiuti così sopra la media italiana. L’elevato costo della Tari è dunque figlia di una raccolta rifiuti inefficiente e molto costosa. Il problema ulteriore è quello che i buchi di bilancio di Ama finiranno per pesare anche in un aumento generalizzato della tassazione ordinaria. In definitiva, oltre alla Tari c’è rischio che nel breve termine possa aumentare l’addizionale Irpef di Roma. La giunta di Roma Capitale, invece di fare ruotare le poltrone in maniera vorticosa, sarebbe bene che iniziasse a liberalizzare il servizio di raccolta rifiuti tramite un processo di gara trasparente che abbia l’obiettivo di eliminare gli sprechi e i connessi extra-costi per il contribuente romano. In questo momento è estremamente chiaro che costando il servizio almeno 100 milioni in più rispetto ad un servizio economicamente efficiente, i soldi finiscano nella spazzatura.

Di più su questi argomenti: