Le strane pedonalizzazioni alla romana giudicate dai commercianti

Alessandro Luna

Due modelli diversi, uno gradito, l'altro contestato, di conversione in zona pedonale delle cosiddette “vie dello shopping”

Roma. “Eh, dipende da come ‘e fai”. La risposta ricorrente dei commercianti di via Frattina è questa, quando gli si chiede cosa ne pensano delle pedonalizzazioni. Nel centro di Roma convivono due modelli diversi, uno gradito e benefico, uno contestato e dannoso, di conversione in zona pedonale delle cosiddette “vie dello shopping”. A sentire i negozianti di Via del Corso suona come la peggiore delle sventure e, oltre a non aver incrementato i consumi e il flusso di potenziali clienti, ha reso la vita più difficile a chi lavora o vive nella zona, oltre a rendere tutto più scomodo per i turisti e per i romani che oggi, scoraggiati dalla lenta percorribilità dell’enorme area del Tridente, preferiscono passare altrove i loro pomeriggi di compere. Con il tono scoraggiato, i commercianti di via del Corso assicurano che la pedonalizzazione non ha influito minimamente sui consumi e sul flusso, dal momento che si tratta pur sempre della via dello shopping per eccellenza a Roma. Inoltre l’ambiguità di una pedonalizzazione a tre tempi ha reso tutto più confuso: da dopo gli anni ’70 è pedonale il tratto che va da Piazza del Popolo a Largo Goldoni, mentre da pochi anni, anche come misura anti terrorismo, la pedonalizzazione è stata estesa fino a Via delle Convertite, all’altezza di Palazzo Montecitorio. Mentre invece la porzione di via che va da Largo Chigi a Piazza Venezia è ancora aperta al traffico. Questa suddivisione ha creato una sorta di “tappo” nel centro della via che rende difficile e sconveniente percorrerla sia in macchina che a piedi. Ragione per cui ormai i romani, dall’esperienza dei commercianti di via del Corso, preferiscono generalmente passeggiare e fare compere altrove. Più ben disposti, anzi entusiasti, nei confronti della pedonalizzazione sono i commercianti di via Frattina, una delle tante vie pedonali tra via del Corso e piazza di Spagna, dove la chiusura al traffico è stata fondamentale per una provvidenziale esplosione dei consumi e per un tangibile aumento del flusso di potenziali clienti. Anzi, qualche commerciante protesta che la zona non è ancora “abbastanza pedonale”, visto che i furgoni dello scarico merci, che potrebbero transitare solo fino alle 7 del mattino, sostano fino a tardi con le quattro frecce, senza che nessuno vigile intervenga. In sostanza, ci spiega un barista, “la pedonalizzazione serve a trasformare una via da ‘trafficata’ a una ‘di passeggio’ ma se, come nel caso di via del Corso, la strada in questione è già un esempio di serena convivenza di queste due funzioni, troncarne una non può che avere effetti negativi e limitanti”. 

 

Nel reticolato di strade strette che congiunge via del Corso a Trinità dei Monti, il traffico era una disgrazia per i commercianti, che però specificano che ci può essere una pedonalizzazione efficace e positiva e una poco sensata e dannosa. A quanto dicono tutti, la zona pedonale da’ molti vantaggi, ma deve essere attraversata da arterie aperte al traffico che rendano possibile spostarsi in quella zona. Con via del Corso in queste condizioni, oggi il Tridente è una specie di palude impercorribile e, soprattutto, irraggiungibile in metropolitana. Lamentela, questa, che sentirete in ogni negozio, bar o attività della zona in cui entrate e che rappresenta il problema principale, in questo momento, per chi lavora tra Piazza del Popolo e Piazza Venezia. Il proprietario di una gioielleria su via del Corso ci spiega che “della pedonalizzazione ci interessa poco e nulla, la gente prima camminava sui marciapiedi mentre ora lo fa per strada. Non c’è bisogno di invogliare i passanti a fermarsi nei negozi, se sono a Via del Corso è perché sono venuti qui apposta. Il vero dramma è che con la fermata della metropolitana di Barberini chiusa ormai è sconveniente raggiungere questa zona”. E in effetti la lamentela comune a tutti i commercianti sia di via del Corso che di tutta la zona del Tridente è che l’unico modo per aiutare i consumi sarebbe riaprire la fermata di Barberini, che sta mettendo in seria crisi chiunque abbia un’attività lì intorno. Mentre il proprietario di un negozio di vestiti in via Frattina si ricorda che qualche anno fa una navetta percorreva via del Corso da piazza del Popolo a piazza Venezia, rendendo il tratto più agibile per gli avventori e i turisti. Oggi, inspiegabilmente, quel tipo di servizio non esiste più. Se si visitano città come Padova o Bologna ci si trova di fronte ad un esempio impeccabile di sfruttamento delle risorse che un centro storico può avere ed offrire, mentre l’area del Tridente romano potrebbe servire come esempio, per le altre città, di “come non gestire una pedonalizzazione”.

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