Patto della monnezza

Marianna Rizzini

La cabina di regia sui rifiuti, il piano Acea e la tragedia che si fa farsa con la “finta raccolta”

Roma. Non c’è pace per la monnezza, bestia nera di Roma, e però, proprio mentre un’inchiesta delle “Iene” svela la cosiddetta presunta “finta raccolta” delle utenze non domestiche (ristoranti e negozi) da parte di operatori di Roma Multiservizi, qualcosa sul piano rifiuti sembra muoversi. C’è intanto il livello istituzionale, quello della cabina di regia Regione-Comune-Ministero dell’Ambiente, il luogo dove ieri si sono riuniti il sindaco Virginia Raggi, che giorni fa aveva detto “sui rifiuti sono stata lasciata sola”, e l’assessore regionale Massimiliano Valeriani, alla presenza, tra gli altri, di Max Bugani, capo staff di Raggi, e della delegata del sindaco ai Rifiuti Valeria Allegro. “Clima di massima collaborazione, volontà di trovare insieme soluzioni …questo significa un piano industriale di Ama e la scelta di discutere delle soluzioni impiantistiche che servono alla città”, ha detto Valeriani; “il dato politico è che c’è grande spirito di collaborazione per arrivare a una soluzione”, ha detto Bugani, guardando però alle mosse di Ama: “Ovviamente ci vorranno risposte chiare da parte dell’azienda, però il ministro Costa, il sindaco Raggi e il presidente della Regione Nicola Zingaretti stanno operando insieme per trovare le soluzioni”. Tuttavia la tensione non del tutto risolta corre sottotraccia: mentre infatti il Comune, ieri, si affrettava a dirsi soddisfatto per “la possibile proroga dell’ordinanza regionale” sui rifiuti, dalla Regione l’assessore Valeriani frenava parzialmente: “L’accordo siglato con le Marche e l’Abruzzo e la ripresa quasi totale degli impianti di Malagrotta fanno tirare un sospiro di sollievo. Verificheremo nei prossimi giorni l’esigenza o meno di prorogare l’ordinanza regionale, a oggi non c’è la necessità. Se poi il Comune o Ama dovessero presentarci tale necessità, noi saremmo disposti a prorogare, se serve”. Intanto due giorni fa Acea ha annunciato un piano da 1,7 miliardi per sostenibilità e minicompostaggio (che prevede anche 250 “Smartcomp”, piccoli impianti destinati a scuole e centri commerciali) da realizzare entro il 2022). Il piano, annunciato dall’amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma, punta intanto, previo dialogo con la Regione, sull’eventuale aumento delle linee di incenerimento del termovalorizzatore di San Vittore, che, dalla provincia di Frosinone, tratta i rifiuti di Roma e di gran parte della regione (e diventerà centrale con la chiusura della discarica di Colleferro). La realtà assale dunque un M5s che contro gli inceneritori, in passato, ha impostato intere campagne elettorali. Intanto la suddetta notizia dell’inchiesta televisiva sulla “finta raccolta rifiuti”, dilaga dagli schermi al web, e dal web ai bar e alle strade, dando alla città la sensazione di trovarsi in una tragedia che pare commedia, ma che forse è soltanto farsa infinita.

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.