Sono tutti ignoranti sui vini. Ormai, o si beve bene o si fa bella figura

Camillo Langone

Con una magnum di proseccaccio ormai si fa il figurone. Io preferisco vini rifermentati in bottiglia, torbidi, chiusi con tappo a corona. Per godere bisogna rassegnarsi a dispiacere

Ci si rassegni: stante l’abissale ignoranza enologica, o si beve bene o si fa bella figura. Ero in un supermercato con reparto vino tra i più forniti della provincia, mentre una coppia di sprovveduti chiedeva consigli al commesso. “Con questa farete bella figura!”. Era una magnum di proseccaccio. Mi sono girato: gli scaffali circostanti erano per metri e metri carichi di bottiglie provenienti da famose aziende di Franciacorta, Toscana e Veneto orientale ossia l’anonimato organolettico e il nulla culturale. Ma per la coppia di sprovveduti bene così, dovendo andare a casa di ospiti non meno ignoranti di loro il bottiglione era perfetto. Io ultimamente per bere bene, e non pentirmene il mattino dopo, mi rivolgo di preferenza a vini rifermentati in bottiglia, torbidi, chiusi con tappo a corona. Portarli a casa di persone normali (il 99 per cento dell’umanità e il 90 per cento dell’umanità convinta di saperne di vino, magari per aver fatto un corso da sommelier) susciterebbe sgomento e riprovazione. Ma come? Vino torbido! Frizzantino! Tappato come una bibita! Per godere bisogna rassegnarsi a dispiacere.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).