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Dio salvi Boris Johnson

Il primo ministro britannico dimostra che i conservatori possono essere più divertenti dei dissipatori, e che la cultura può ancora battere l’entropia

14 Dicembre 2019 alle 06:06

Dio salvi Boris Johnson

Boris Johnson (foto LaPresse)

Dopo il voto, rileggo Churchill (trovandoci ovviamente qualcosa del primo ministro attuale), Orwell (“Il leone e l’unicorno”), Eliot (“I quattro quartetti”) e mi commuovo come se l’Inghilterra fosse la patria mia. Poi ascolto “Rule Britannia” e faccio dei confronti. Il nostro inno esalta una sottomissione: “Ché schiava di Roma / Iddio la creò” (Mameli intendeva la Vittoria ma tutti capiscono l’Italia). Mentre loro cantano “Britons never will be slaves”… Dio salvi Boris Johnson: ha dimostrato che la cultura può ancora battere l’entropia, che i conservatori possono essere più divertenti dei dissipatori.

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Commenti all'articolo

  • mfilippi09

    16 Dicembre 2019 - 07:28

    Eliot era americano...

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    • GianniM

      GianniM

      17 Dicembre 2019 - 06:53

      Ma si trasferì presto in Inghilterra, dove visse per oltre cinquant'anni, prese la cittadinanza, si convertì, divenne monarchico... E dove produsse la sua opera letteraria.

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  • Chichibio

    15 Dicembre 2019 - 17:41

    Sì, ma che c'entra l'entropia che è una funzione di stato fisico?

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    • Alessandro2

      Alessandro2

      17 Dicembre 2019 - 16:17

      Implicitamente, il Nostro, da buon conservatore, sottintende l'equazione cultura = sintropia, ordine (il concetto bizantino di taxis).

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