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Giorgio de Chirico contro tutti

In “Memorie della mia vita” l’inventore della metafisica attacca i gruppi, innanzitutto i surrealisti e poi i cezanniani, i picassiani, i matissiani e i soutiniani 

6 Dicembre 2019 alle 06:09

Giorgio de Chirico contro tutti

Giorgio de Chirico a Roma, febbraio del 1952 (foto LaPresse)

Andare a Padova per vedere Van Gogh? Ad Asti per vedere Monet? A Bologna per vedere Chagall? Meglio andare in libreria per leggere de Chirico. In “Memorie della mia vita” (La nave di Teseo) l’inventore della metafisica insegna ad aprire gli occhi, a non credere alla fama, a non farsi abbindolare dalle aste, a evitare “la pittura decaduta e decadente principiata con l’avvento degli impressionisti”. I bersagli preferiti sono “i soliti ridicoli Cézanne, i soliti Matisse mal dipinti e senza forma”. Oltre che un grande artista Giorgio de Chirico è un grande uomo, dunque libero, dunque solitario: nelle memorie attacca i gruppi, innanzitutto i surrealisti (“temperamento di pederasti, di castrati, di onanisti e di vecchie zitelle”) e poi i cezanniani, i picassiani, i matissiani e i soutiniani (avendole pubblicate nel 1945 non fece in tempo a prendersela con i baconiani, che oggi sono milioni, indistinguibili). Lui così classico, sebbene superpolemico, non sopporta chi riguardo l’arte tira in ballo “l’emozione, l’angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità e altre scemenze della stessa risma”. Ai quadri emozionali ovvero scemi di Van Gogh, Monet, Chagall si preferiscano le pagine intelligenti di de Chirico.

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Commenti all'articolo

  • lorbocci

    09 Dicembre 2019 - 14:37

    e E Savinio?

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  • odradek

    odradek

    07 Dicembre 2019 - 22:53

    Pagine intelligenti è opinabile, pittura che necessita di altro da sé per sostanziarsi è innegabile. Pittura miinore, cartoline di letteratura asfittica. Si immergano invece gli occhi a contatto diretto con la tela di V. Gogh, che non vuol essere altro da quel che è: pittura. Poi si cianci pure appesi al ciarpame dialettico di un frustrato di successo, per non ammettere la potenza assoluta e inavvicinabile di uno stupido.

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  • Chichibio

    06 Dicembre 2019 - 12:40

    Arte metafisica è ben altro che il surrealismo, nonostante siano in pochi a capirlo. E, con l'orgoglio del buon lavoro artigiano, de Chirico ha prodotto cose alte, molto alte. Anche se, come capita ad ogni artista, non sempre e non tutte dello stesso livello. Era persona di un ego sicuramente forte, ma certo ben giustificabile a confronto sia degli esiti di tanti suoi contemporanei che degli attuali prodotti delle Accademie d'arte.

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  • ales1950

    06 Dicembre 2019 - 09:41

    io, che non sono nessuno, nel mio piccolo, queste cose le ho sempre pensate seppur con minor supporto tecnico; sentirle da un grande artista è una irrorazione di serenità. Vado subito a comprare i libro. Grazie Langone

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