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Dopo Roma anche Torino dice basta. Ecco la piazza del sì

Chi sono e cosa vogliono i cittadini che stamattina riempiranno piazza Castello per impedire che la città scivoli nel “declino del No”

10 Novembre 2018 alle 06:00

Dopo Roma anche Torino dice basta. Ecco la piazza del sì

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino (foto LaPresse)

L'appuntamento è per questa mattina alle 11 in piazza Castello a Torino. Titolo della manifestazione “Sì, Torino va avanti”. Una manifestazione che è nata per iniziativa di sette donne. O meglio, come spiegano nel loro sito, da un “gruppo di persone della società civile torinese decise a non lasciare l’amata città scivolare nel declino dei NO pronunciati di fronte ad ogni innovazione e opportunità di sviluppo. Con voce ferma e gentile vogliamo dire di SÌ a nuove iniziative e progetti. Noi desideriamo crescere, muoverci, viaggiare, studiare, lavorare. Vogliamo essere connessi al mondo e cogliere le opportunità, ritrovando la nostra spinta creativa”.

  

Il primo “sì” è ovviamente quello alla Tav visto che, lo scorso 29 ottobre, il consiglio comunale di Torino ha votato praticamente all'unanimità (23 favorevoli, 2 contrari) per chiedere la sospensione dei lavori della linea alta velocità. Ma non è l'unico sì che la piazza, evidentemente contraria alle politiche portate avanti dalla giunta 5 Stelle guidata da Chiara Appendino, pronuncerà.

 

 

Insomma, come era già accaduto a Roma il 27 ottobre, anche Torino scende in piazza contro la sua sindaca. E non sembra un caso che sia Appendino sia Virginia Raggi siano esponenti di spicco del M5s. Sul Foglio, David Allegranti, ha raccontato, in un lungo viaggio nella città della Mole, la “Chiara deriva” del capoluogo piemontese. Che tanto simile appare alla “Chiara deriva dell'Italia”.

   

La Chiara deriva dell'Italia

L’immobilismo come virtù, l’isolamento come destino, la decrescita come programma. Cosa rischia un paese sottomesso al populismo? Per capire dove porta la cultura del no bisogna andare a Torino. Dove oggi il Consiglio comunale vota lo stop alla Tav

 

Le organizzatrici hanno anche diffuso un vademecum in sei punti con informazioni per la giornata di oggi (e non solo).

 

 

Col passare dei giorni, come abbiamo raccontato sul Foglio, la “piazza del sì” è cresciuta. E oggi a Torino al fianco di quel “gruppo di persone della società civile” ci saranno industriali, sindacati, partiti politici che non vogliono rassegnarsi alla decrescita felice.

  

Guai per Appendino

C’è un consigliere comunale del M5s che voleva le Olimpiadi e non è contro la Tav: “Alla città serve un piano”

 

 

“Reagire contro chi blocca l’Italia”. Parla Attilio Fontana

“La prescrizione? Niente compromessi. Le imprese? Vanno ascoltate. Il futuro del governo? Si gioca sull’autonomia. La Tav? Sono vicino a chi manifesta per l’alta velocità”. Intervista col governatore leghista della Lombardia

 

 

Esportare il movimento dieci novembre

Il 10 novembre a Torino contro la decrescita modello Appendino, l’11 novembre a Roma contro l’immobilismo modello Raggi. La nuova partita per l’opposizione e la trappola per Salvini. L’Italia può salvarsi solo con la rivoluzione del partito del pil

 

 

Prima votano Appendino, poi vogliono la Tav. Che strani questi torinesi

Regalano il 55 per cento a un sindaco per cui le uniche gallerie sono quelle nei cinema, poi s’incazzano se non buca la Val di Susa

 

 

A Torino c'è chi dice sì. E adesso scende anche in piazza

Il 10 novembre manifestazione per chiedere “strumenti per lo sviluppo e non per la decrescita”. L'appello di organizzazioni imprenditoriali, di categoria e sindacati: “Siamo contro una politica che non tiene conto della realtà”

 

 

A Torino c'è chi dice sì. E adesso scende anche in piazza

Il 10 novembre manifestazione per chiedere “strumenti per lo sviluppo e non per la decrescita”. L'appello di organizzazioni imprenditoriali, di categoria e sindacati: “Siamo contro una politica che non tiene conto della realtà”

 

 

La Torino che lavora e che produce si riscopre Sì Tav. Ben Svegliati

Adesso gli industriali torinesi danno battaglia alla Appendino e alla cultura del no del M5s

 

 

La scintilla tra i sindacati per una nuova marcia dei 40 mila

Tav e Terzo Valico. Cgil e Confindustria si trovano insieme contro l’immobilismo del governo. Buon segno

 

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    10 Novembre 2018 - 23:11

    Dico Sì a tutti i movimenti democratici e liberali che intendono salvare l'Italia dalle sabbie mobili del governo non-governo, pur votato da italiani che non conoscono i principi e le norme della nostra Costituzione, che non hanno cultura né istruzione, che non conoscono la necessità di restare in Europa, che non hanno memoria storica.

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