Le “piazze del sì” crescono. Oggi Milano, sabato Verona

Più di duemila piccoli imprenditori si sono riuniti nel capoluogo lombardo per chiedere al governo crescita e sviluppo. Infrastrutture, ma non solo. In Veneto un'altra manifestazione a sostegno della Tav

A rassicurare il mondo delle imprese non è bastato il confronto con Matteo Salvini prima e con Luigi Di Maio qualche giorno dopo. Il partito del pil è sceso di nuovo in campo, oggi a Milano, chiamando a raccolta oltre duemila piccoli imprenditori riuniti a manifestare per affermare che il sistema produttivo ha bisogno di politiche capaci di dire sì per far crescere il paese. "Quelli del sì" sono stati mobilitati da Confartigianato, che è riuscita a smuovere gli artigiani di tutta Italia, con le delegazioni regionali arrivate da tutto il paese a rappresentare le priorità dei diversi territori. Sono otto le opere-simbolo scelte per questa manifestazione: il collegamento ferroviario della Tav, la galleria di base del Brennero, la Pedemontana Lombarda e quella Veneta, il terzo valico dei Giovi, il sistema stradario in Sicilia, la linea alta velocità/alta capacità Napoli-Bari e il passante autostradale nord di Bologna

 

  

 

“Oggi – ha spiegato il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti – diamo voce a 4,4 milioni di piccole imprese con 10,8 milioni di addetti. Rappresentiamo il 65 per cento del totale degli occupati delle imprese italiane. Siamo ‘Quelli del sì’ perché vogliamo continuare a creare sviluppo e lavoro, a portare il made in Italy nel mondo. I nostri ‘sì’ sono altrettanti incitamenti al governo a realizzare le condizioni per la crescita del paese, a cominciare dalle infrastrutture fisiche e immateriali”.

 

 

 

L'importanza di avere collegamenti efficaci per fare viaggiare le persone e le merci è solo una parte di quello che le imprese hanno chiesto oggi. "Ci aspettiamo – ha detto Paolo Ferrario, segretario generale di Apa Confartigianato Milano Monza Brianza – che il tema dello sviluppo e delle infrastrutture non sia catalogato soltanto secondo il calcolo del rapporto costi-benefici. Molte grandi opere sono strategiche e sono in cantiere ormai da anni, non si può tornare indietro. Ci aspettiamo che il governo segua le nostre indicazioni". Ma c'è anche altro su cui giocare la partita. Non solo grandi opere, ma anche reti e connessioni per il trasferimento dei dati e della conoscenza. Sì anche a una pubblica amministrazione che funzioni e sia attenta alle esigenze dei cittadini, a un mercato del lavoro che valorizzi il merito e le competenze incrociando le necessità competitive delle imprese. Sì a una giustizia civile rapida ed efficiente. Sì anche all’Europa con l’euro moneta comune. Tutto ciò che andrà nella direzione opposta, troverà la "ferma opposizione" degli artigiani, ha detto nel suo intervento il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli.  

   

Questo è quello che oggi ha chiesto a gran voce il 98 per cento del mondo produttivo italiano. E lo ha fatto a Milano non per caso. Non solo centro nevralgico dello sviluppo italiano, ma anche casa della Lega, l'azionista di governo più sensibile agli appelli per il sì, che continueranno ancora nei prossimi giorni. Sabato 15 a Verona ci sarà un'altra grande manifestazione pubblica dove si chiederà di sbloccare i lavori della Tav. Non solo imprese questa volta, ma anche cittadini e società civile. E per chi non può essere in piazza, c'è anche una petizione online che si firma qui https://www.change.org/p/veneto-si-tav