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Manifesto Sì Tav

David Allegranti

A Torino l’assemblea contro i populisti degli imprenditori e delle associazioni di categoria

Roma. Niente politici, niente istituzioni, solo imprenditori e associazioni di categoria. Il 3 dicembre alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove di solito si canta e si suona, undici sigle tra Confindustria, Ance, Confapi Cna, Lega delle cooperative, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Casa Artigiani, riuniranno i loro consigli direttivi nazionali per parlare di “infrastrutture per lo sviluppo” (questo il titolo). Il sottotitolo è ancor più evocativo: “Tav, l’Italia in Europa”. In sostanza, una parte dei manifestanti che sono scesi in piazza il 10 novembre a Torino si ritroverà per rilanciare la sfida al governo felpastellato sul sì alla linea Torino-Lione.

 

La scelta di non invitare politici e istituzioni non arriva per caso, non è una dimenticanza è, appunto, una scelta precisa. Altre saranno le sedi di confronto fra imprenditori e associazioni favorevoli alla Tav e la politica e il governo. Due giorni dopo infatti, il 5 dicembre, l’esecutivo incontrerà i rappresentanti del sistema delle imprese, del lavoro, della cooperazione e delle professioni, sempre per parlare della Torino-Lione: “In attesa dell’incontro, apprezzando la sensibilità del governo – dicono le associazioni – ribadiamo la necessità di una discussione serena e obiettiva sulle infrastrutture del territorio, viste come uno degli elementi imprescindibili per uno sviluppo equilibrato di tutto il paese in collegamento con il corridoio mediterraneo di cui la Torino-Lione è parte fondamentale”. L’assemblea del 3 dicembre serve dunque a fornire una struttura “politica” all’incontro con il governo. Ne verrà fuori infatti una sorta di manifesto, di documento, di dichiarazione d’intenti di chi è favore dello sviluppo infrastrutturale e quindi della Tav, che sarà la naturale protagonista dell’evento alle OGR, solitamente abituate a ospitare concerti più che dibattiti confindustriali. Nel corso dell’iniziativa saranno trasmessi i video della manifestazione del 10 novembre, a testimonianza della continuità che c’è fra i due momenti, anche se le “madamin” non saranno presenti perché l’assemblea è destinata solo a imprenditori e associazioni di categoria. E siccome a Torino hanno deciso di non farsi mancare niente, l’8 dicembre ci sarà anche, preceduta da molte polemiche, una manifestazione No Tav, con convocazioni a mezzo pullman da tutta Italia.

 

“In queste ultime settimane – scrive il Movimento No Tav in un suo appello alla mobilitazione per l’8 dicembre – partiti, sindacati e lobby industriali e di categoria con l’appoggio sfrontato e interessato di tutti i maggiori media, hanno deciso di attaccare il movimento No Tav, a livello ideologico, negando quelle ragioni documentabili per anni diffuse e pensando di strumentalizzare una vicenda tanto delicata quanto fondamentale per il futuro del nostro territorio e delle nostre vite”. Chiara Appendino non sarà in piazza ma il suo vicesindaco Guido Montanari sì, con tanto di fascia tricolore. “Una scelta di buonsenso”, ha detto la sindaca, che si trova sempre più ostaggio della sua maggioranza. A dettare la linea infatti è il benecomunista Montanari, che nei giorni scorsi, parlando con il Corriere, si è espresso con toni sprezzanti nei confronti di chi è sceso in piazza il 10 novembre: “Quella ‘manifestazione’ è stata molto pompata dai giornali, ma in realtà è poco rappresentativa dei sentimenti reali della città”. Quella “cosa a favore della Tav era pompata sul nulla. Poi se qualcuno ci vuole costruire sopra una carriera politica, faccia pure”. In effetti Montanari di carriere costruite sul nulla ne sa qualcosa.

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  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.