Torino dice No alla Tav e si conferma capitale della bassa velocità

Redazione

Il Consiglio comunale approva un ordine del giorno che chiede di sospendere i lavori. Espulsi i consiglieri di minoranza mentre fuori protestavano Sì Tav e No Tav 

Solo due voti hanno impedito al Consiglio comunale di Torino di esprimersi all'unanimità per chiedere la sospensione dei lavori della Tav. Su 25 presenti, infatti, 23 hanno accolto l'ordine del giorno che dispone di fermare i cantieri in attesa dei risultati dell'analisi costi benefici condotta dal ministero di Danilo Toninelli. D'altra parte in aula erano rimasti solo i grillini, dopo che tutti i consiglieri del Pd, Moderati e Cantiere Civico, erano stati espulsi per aver protestato esponendo cartelli a favore della Tav. Tra questi anche l'ex sindaco Piero Fassino. 

  

L'atto non potrebbe essere più simbolico di così, a pochi giorni dal via libera al gasdotto Tap e nel bel mezzo di una conclamata crisi interna al Movimento 5 stelle sul tema delle grandi opere, con la base inferocita (sui social e non solo) per il tradimento e una fronda parlamentare che cresce di giorno in giorno. L'ordine del giorno infatti non avrà ricadute pratiche immediate ma dà un indirizzo politico che il sindaco può tenere in considerazione nei successivi provvedimenti in materia. In questo caso il Consiglio comunale di Torino prende posizione, per la prima volta in modo formale, sulla volontà di fermare la costruzione dell'alta velocità Torino-Lione, consegnando alla tentennante Chiara Appendino (oggi assente per un viaggio a Dubai) un supporto per eventuali decisioni che contrastano l'opera. Ma tutto dipenderà dalle valutazioni in corso al ministero e dagli equilibri tra Lega e M5s nella maggioranza di governo. E mentre si guadagna tempo, il M5s rivendica il risultato. "Bene la votazione del Consiglio comunale di Torino sul Tav! Presto io e @DaniloToninelli incontreremo @c_appendino per continuare a dare attuazione al contratto di Governo", ha scritto Luigi Di Maio su Twitter suscitando la diffidenza di chi si chiede se alla fine con la Tav non andrà a finire come con il gasdotto pugliese. 

  

  

Fuori dall'aula, ad attendere l'esito del voto, c'erano alcune decine di attivisti No Tav e una rappresentanza di Forza Italia accompagnata da alcuni esponenti di Cisl e Uil, imprenditori e associazioni di categoria che manifestavano a favore dell'opera. Le forze dell'ordine hanno blindato il palazzo e placato le proteste. "Quanto approvato oggi dal Consiglio Comunale di Torino è un oltraggio al futuro della nostra città, delle imprese, dei lavoratori. E' un colpo basso per il territorio e per le sue speranze di ripresa", hanno commentato i presidenti delle undici associazioni d'impresa di Torino e provincia. E così, di fronte a una Torino che da oggi si proclama formalmente No Tav, per la prima volta si compattano anche le forze Si Tav.