Un volume per comprendere il convulso presente iraniano

Adriano Sofri

“Iran, rêves et dérives” raccoglie le fotografie dei fratelli Deghati dal 1978 al 1985, al tempo della rivoluzione khomeinista

Reza e Manoocher Deghati sono fratelli, sono nati e sono cresciuti negli anni ’50 nell’Iran dello scià, sono diventati ambedue fotografi e fotoreporter celebri in ogni angolo tormentato del pianeta: oggi vivono, quando non vanno per il mondo, l’uno a Parigi l’altro a Martina Franca. Durante la rivoluzione khomeinista erano giovani e pressoché sconosciuti quando le loro fotografie guadagnarono le copertine delle maggiori riviste internazionali, Newsweek, Time, Life, Paris Match. Hanno appena pubblicato per le edizioni Hoëbeke, Parigi, un magnifico volume che, col titolo “Iran, rêves et dérives”, raccoglie le loro fotografie dal 1978 al 1985. È il tempo in cui si prepara la rivoluzione, se ne mostrano le speranze e i sacrifici, e poi la sua frustrazione sotto l’oppressione teocratica. Sono centinaia di fotografie (22x25,5 cm, 288 pp., 39 euro) accompagnate dai racconti e le didascalie di Rachel Deghati: l’Iran dello scià, la sua caduta, l’avvento di Khomeini, la presa di ostaggi all’ambasciata americana, la repressione, la galera e le torture, le lacrime e il sangue dell’Ashura – la memoria dell’imam Hussein, l’esilio, la persecuzione dei curdi, la guerra Iran-Iraq. L’involontaria attualità fa del bellissimo volume la migliore premessa alla comprensione dei nostri giorni convulsi.