La propria libertà al prezzo di un ombrello

Adriano Sofri

Meritano l’ammirazione e l’emulazione del mondo intero le manifestazioni che i cittadini di Hong Kong portano avanti da sette mesi

Da sette mesi i cittadini di Hong Kong stanno in strada in un numero impressionante. Al numero dei manifestanti si è aggiunto in novembre il risultato elettorale a sua volta impressionante, che ha mostrato come i manifestanti non siano una forte minoranza dentro una maggioranza ostile o spaventata, ma l’espressione di un popolo coraggioso. Una simile tenuta, contro un simile avversario, la potenza più schiacciante oggi sulla Terra, è senza precedenti fra le lotte contemporanee per la libertà e l’uguaglianza, e merita, qualunque cosa si pensi delle diverse prospettive nel movimento, l’ammirazione e l’emulazione del mondo intero. E in particolare nostre, della parte di mondo in cui manifestare non costa ancora, se non per eccezione, il prezzo di un ombrello (un’eccezione saluto, per la bella scelta di andare in galera, quella della signora Nicoletta Dosio: scelta cui è grottesco che non si contrapponga un provvedimento autonomo della magistratura che la rimetta fuori, presto e delicatamente. Già se avvenisse oggi, sarebbe andata in carcere nel 2019 per uscirne nel 2020).

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