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I missili iraniani non sono la “terza guerra mondiale”

L'agenzia di stato iraniana dice "80 morti americani", il Pentagono dice: zero. Se tutto va bene il “nuovo Vietnam” promesso dagli ayatollah è già finito

8 Gennaio 2020 alle 09:07

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L’Amministrazione Trump e l’Iran non hanno voglia di fare una guerra che avrebbe risultati disastrosi – soprattutto per l’Iran, perché non ci sarebbe un’invasione di terra ma uno scambio di colpi a distanza. Questa notte l’Iran ha lanciato 22 missili balistici contro due basi militari in Iraq che ospitano soldati americani, una è Ain al Asad, nella regione occidentale di al Anbar, è l’altra è vicino all’aeroporto internazionale di Erbil, nel nord del paese a maggioranza curda. I missili non hanno ucciso nessuno secondo le dichiarazioni del Pentagono e del governo iracheno (nelle basi ci sono molti soldati iracheni), ma questa mattina l’agenzia di stato iraniana parlava di “ottanta morti americani e duecento feriti”. Pura disinformazione, come molto spesso succede. Del resto l’ayatollah Khamenei aveva promesso al popolo una vendetta per l’uccisione venerdì scorso del generale iraniano Qassem Suleimani a Baghdad e aveva parlato di un “nuovo Vietnam” per gli americani. I Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato che “la vendetta feroce è cominciata”. Ma subito dopo il bombardamento il governo iraniano ha detto di avere concluso le operazioni di autodifesa e che se l’America non attacca non ce ne saranno altre e il presidente americano Donald Trump ha twittato che “va tutto bene”, anche se la stima dei danni nelle due basi irachene colpite è ancora in corso.

 

 

Il lancio dei missili ha dato molto tempo ai soldati nelle basi prese di mira di mettersi al sicuro. Nella notte fonti militari irachene avevano parlato di vittime fra fra i soldati iracheni, ma poi non hanno confermato la notizia. Di fatto, è stata un’aggressione militare iraniana contro installazioni militari dell’Iraq, come del resto era già successo in questi mesi. Gli attacchi delle milizie filoiraniane alle basi che ospitano soldati americani hanno fatto molte più vittime fra i soldati iracheni che tra quelli stranieri.

  

In questi giorni si era parlato di “terza guerra mondiale” per timore che ci fosse una escalation senza controllo tra i due paesi, ma per ora l’evento con più vittime reali è stato ieri il funerale del generale Suleimani, perché almeno 35 persone sono morte nella calca.

  

Nella notte un aereo di linea ucraino con 168 passeggeri a bordo è precipitato subito dopo il decollo da Teheran e non si è salvato nessuno. A quanto si sa per ora il disastro non è legato alle operazioni militari che erano in corso.

Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    08 Gennaio 2020 - 17:25

    In questo lancio di missili dell'Iran, enfatizzato dalle tv italiche e non, non si è capito ancora cosa sia successo e dove sono i danni. Giustamente in Italia ci preoccupiamo dei nostri soldati in missione di pace, ma in un mondo dove si enfatizza l'informazione galoppante, succede che erano molto più efficienti i servizi dei grandi inviati italiani, quando avvenivano per telegramma. Poi c'è da fare una considerazione: il mondo si preoccupa dell'andamento dei mercati, delle quotazioni dell'oro e di beni rifugio.

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  • Giovanni

    08 Gennaio 2020 - 14:01

    Comincia a farsi largo una nuova teoria che tutto sommato potrebbe anche essere plausibile e cioè che Suleimani fosse diventato molto ingombrante per il governo iraniano e pericoloso per gli Stati Uniti. In effetti Suleimani aveva ormai un suo esercito e tutto un suo staff che nemmeno il governo iraniano poteva più pilotare. Naturalmente queste sono voci e questo teorema potrebbe essere una enorme balla, tuttavia non è del tutto incredibile.

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    • Dario

      Dario

      08 Gennaio 2020 - 15:50

      La sua ipotesi potrebbe essere considerata complottistica. Ma ci avevo pensato anch'io. Per lo meno, dubito che la sua morte abbia poi creato così grande dolore nei vertici iraniani. E' una vecchia tradizione: il Che, Italo Balbo... Al momento ci hanno guadagnato tutti (tranne il morto, naturalmente).

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  • fabriziocelliforli

    08 Gennaio 2020 - 13:41

    Se fossi stato un iraniano influente, invec3e che adoprarmi per bombardare..diciamolo: un po' alla cavolo, avrei cercato di convincere i vertici per un'estrazione massiccissima di petrolio onde calmierare i prezzi in modo, lì sì, da evitare speculazioni sciacallatiche o sciacallesche

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  • fabriziocelliforli

    08 Gennaio 2020 - 12:09

    Cosa non ci tocca subire perché continuino le speculazioni sul prezzo del petrolio..pensare che c'è chi si arricchisce in questa situazione mi fa venire il vomito.

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    • Skybolt

      08 Gennaio 2020 - 18:19

      Per la verità è appena uscito sul Financial Times un articolo sconsolato titolato "Le 5 ragioni perchè la crisi USA-Iran non ha fatto esplodere le quotazioni del petrolio"... certo che se nostri giornali ad un aumento del 3 per cento titolano "vola il perolio", vale tutto. Anche che quando lo S&P 500 scese dello 0,70 dopo l'elminazione di Suleimani, e il Sole (il Sole!) titolò "Wall Street chiude in forte ribasso"....

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